Aviva Endean

cinder : ember : ashes

2018 (Sofa) | free improvisation, experimental

Tra i discorsi che si sono mantenuti più interessanti nel ramificato ipersviluppo della musica contemporanea c’è senz’altro quello della scrittura e sperimentazione per strumento solista: non sembra infatti esserci limite all’esplorazione di tecniche estese in grado di mutare, deviare e sovvertire le sonorità classiche legate a ciascun elemento. L’etichetta di Ingar Zach riserva sempre più attenzione, in particolare, alle nuove forme espressive degli strumenti a fiato, presentando nel corso del 2017 il lavoro di eccellenze internazionali come Martin Küchen, Jim Denley e Philippe Lauzier, e in precedenza il connazionale Henrik Munkeby Nørstebø.

Ciò che accomuna maggiormente i diversi percorsi di questi solisti sembra essere un approccio “primitivista” al suono, precedente la scrittura musicale e dunque la codificazione delle particelle tonali. Ed è questo anche e soprattutto il caso della clarinettista australiana Aviva Endean, ultima arrivata in questa ideale serie a marchio Sofa: ma le ataviche sfumature presentate nell’esordio “cinder : ember : ashes” non nascono soltanto dall’approccio viscerale allo strumento, quasi fosse un rudimentale richiamo sciamanico; in certi casi, sono ottenute attraverso il dialogo tra i fiati ed elementi esterni, come la superficie risonante di un timpano, percorsa in ogni parte ottenendo ipnotici effetti di distorsione e ondulazione sonora (“apparition : above”); oppure con un amplificatore tascabile che filtra il soffio tonale sino a renderlo simile alla sinusoide di un vecchio synth modulare in cortocircuito.

In “distant song : afar” è la voce di Aviva a intonare una nenia tribale sul tono continuo di fischietti, che ne ricevono la corrente d’aria senza mai tradursi in arabeschi elaborati. Se il clarinetto contrabbasso del brano seguente evoca il più umbratile e introspettivo Colin Stetson, tra delicati colpi di chiave e risonanze acute in eccesso, l’umtshingo africano di “undulations : behind” genera un inedito connubio tra il glossario fonetico di Salvatore Sciarrino e la perturbante poetica Maōri di Rob Thorne.
Un breve e carezzevole finale “cantabile” si spegne nel silenzio della notte dei tempi da cui sembra provenire la musica di Aviva Endean, che si inserisce con assoluta coerenza nella sempre più lodevole proposta del catalogo sperimentale norvegese.

(01/11/2018)

  • Tracklist
  1. burst in black : under
  2. apparition : above
  3. vapour : between
  4. distant song : afar
  5. smoulder : beneath
  6. undulations : behind
  7. ashes for viv : before
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