Baba Yoga

L'uomo progressivo

2018 (AMS Records) | progressive

Esiste una filosofia progressive? Un “uomo progressivo” in perenne cambiamento verso un’utopistica e irraggiungibile verità filosofica? L’uomo schizoide dei King Crimson, l’Uomo degli Osanna e i tanti uomini (maiali, cani, pecore o vermi) descritti dai Pink Floyd, possono essere paragonabili a quelli dei grandi pensatori del passato?
La risposta è difficile ma è lecito e stimolante porsi la domanda, cosa che fanno i Baba Yoga (la band di Gianfranco Salvatore e Danilo Cherni) con l’aiuto di una sorta di nazionale italiana del progressive chiamata in soccorso (Vittorio Nocenzi del Banco, Luciano Regoli dei Raccomandata con ricevuta di ritorno, Peppe Servillo degli Avion Travel, Fabio Pignatelli dei Goblin, Alvaro Fella dei Jumbo e Lino Vairetti degli Osanna).

“L’uomo progressivo” è un concept nato per rispondere a questo quesito, sulla ricerca continua che l’uomo progressivo compie nel corso della sua vita, ponendosi di volta in volta domande a cui non è in grado di rispondere. Le pone a Dio (“Dio”). Invano. Le sue richieste cadono nel vuoto come suoni inarticolati (“Flatus Vocis”). Prova a rifugiarsi nell’amore, ma anche questo tentativo è vano (“Ciacatùn”), cerca la verità nei sapienti ma è costretto a rinunciare molto presto (“Contro i sapienti”). L’alcol e le allucinazioni che ne seguono forse potrebbero essere la soluzione migliore. Dalle visioni si ergono fate o streghe, difficile distinguerle e non pensare alla riflessione su cosa sia davvero il bene e il male (“Sette doni”). Ma l’uomo progressivo capisce che il vero bene è scommettere su stesso, sui propri pregi e difetti e su quelli puntare in modo deciso (“Scommetto”).

L’uomo progressivo è quello che ha coscienza dei propri limiti e non se ne rammarica; accetta felicemente la sua effimera condizione naturale anche in punto di morte ("Le cose nell'aria"). E' un album riflessivo e anomalo nella scena italiana, con vari rimandi progressivi ma anche alla scena del rock in opposition milanese più ironico dei Mamma non piangere.
Tra le tante apparizioni, da segnalare la voce di Luciano Regoli nel bellissimo brano “Shangri-La”, tra i più progressivi dell’album. Ma sono soprattutto l'idea di fondo e il progetto a rendere quest'album lodevole, oltre che ricco di svariate, piccole perle per gli appassionati del progressive meno convenzinale. L'artwork è opera del pittore contemporaneo Vincenzo Faraldo.

(10/03/2019)



  • Tracklist
  1. Ouverture
  2. L'Uomo progressivo
  3. Flatus Vocis
  4. Contro i sapienti
  5. Ciacatùn (Fai l'amore)
  6. Il Diavolone
  7. Dio (Deinde In Obscuris)
  8. Come un cavaliere antico
  9. Sette doni
  10. Scommetto
  11. Shangri-La
  12. Le cose nell'aria


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