Beatchild & The Slakadeliqs

Heavy Rockin' Steady

2018 (Bbe/Republic Of Music) | soul, pop, psych

Byram Joseph (aka Slakah The Beatchild) è un produttore e musicista canadese, che si è guadagnato una discreta fama lavorando con personaggi come Drake, Divine Brown, Miles Jones e Ayah. Ha inciso tre album a proprio nome e vanta anche un progetto più complesso e intrigante con la band dei Slakadeliqs. Ed è proprio facendo seguito all’esordio con il gruppo del 2012 (“The Other Side Of Tomorrow”) che il musicista ritorna in pista con un album intestato a Beatchild & The Slakadeliqs.

Nei tre album solisti, il musicista ha privilegiato una formula soul-jazz comunque imprevedibile e originale; con l'apporto del gruppo, tutto diventa meno semplice da catalogare o inquadrare stilisticamente.
Registrato a Toronto negli studi personali del produttore, “Heavy Rockin' Steady” è un disco capace di riconnettere con il magico e imprevedibile mondo della musica black: Byram Joseph esplora una moltitudine di stili, incrociando liturgie sonore spesso apocrife rispetto alle origini del soul, con un piglio che rimanda a certe avventurose creazioni degli anni 60 e 70 senza rinunciare alle istanze rap, soul e hip-hop.

La musica è un raffinato calderone vintage che mette insieme deliziosi incroci tra calypso, latin-soul, reggae, soca e hip-hop (“Giants & Monsters”, “Bottom Of You”), assorbe delizie freak-folk, con tanto di banjo, che potrebbero sia far parte del repertorio di David Crosby che dei Beach Boys - “Your Believer (Say Goodbye)” - dando infine vita a un giocoso e perfino irriverente album pop.
È comunque la superba qualità dei suoni l’elemento che stravolge qualsiasi approccio razionale. Poco importa se il duetto gospel-rock con Justin Nozuka, “The Only Difference”, evochi Terence Trent D'Arby, che “The Good Life” sembri captata da una vecchia puntata della mitica trasmissione “Soul Train”, o che “2nd Most” somigli a un'improbabile jam psichedelica tra i Beatles e i Love: quello che rende l’album singolare è l’approccio fantasioso che fa di ogni ascolto una continua fonte di sorprese.

La musica dei Beatchild & The Slakadeliqs è un continuo fluttuare tra soul, rock, psichedelia, r’n’b e jazz, con regole e canoni che sembrano uscire da un vecchio manifesto programmatico del movimento flower power.
Le sonorità più robuste e corpose sono destituite dalla loro collocazione mainstream per essere restituite alla naturalità del suono, come nella splendida sequenza finale (“The Remedy”, “Beach”): una mini-suite soul-folk-psichedelica che vira verso il jazz, lasciando poi alla sfavillante jam-session strumentale il sigillo finale.

Byram Joseph ha messo a frutto tutta la sua esperienza di produttore e arrangiatore in favore di un'opera originale, accattivante; la complessità stilistica diventa il pretesto per un'escursione giocosa e atipica nei meandri del pop, dando vita a un corrispettivo musicale del divertente surrealismo del film con Peter Sellers “Hollywood Party”. Benvenuti alla festa.

(06/03/2018)



  • Tracklist
  1. California Coastin'
  2. Giants & Monsters
  3. The Good Life
  4. Bottom Of You
  5. Your Believer (Say Goodbye)
  6. The Only Difference (Feat. Justin Nozuka)
  7. In My Arms
  8. 2nd Most
  9. The Remedy (Feat. Edda Magnason)
  10. Beach 
  




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