Beatrice Antolini

L'AB

2018 (La Tempesta) | art songwriter

Il quinto album della polistrumentista marchigiana - che torna in scena dopo l’Ep del 2014 - si presenta scottante e provocante fin dalla copertina. Al di là dell’estetica, ancora una volta curata in maniera impeccabile, “L’AB” è un’opera intima, zeppa fino al midollo di considerazioni personali circa l’inesorabilità del mondo e delle sue assurde dinamiche. Beatrice Antolini continua inoltre spedita nella gestazione di quel microcosmo personalissimo di suoni, variazioni, trovate armoniche, e chi più ne ha più ne metta, difficili da individuare altrove, perlomeno lungo lo stivale. Oltre a scrivere tutti i testi e le musiche, Beatrice Antolini ha suonato tutti gli strumenti presenti: chitarra, basso, batteria, percussioni, synth, piano, programmazioni elettroniche. E ha inoltre arrangiato, prodotto, registrato e mixato praticamente tutti i brani. Dunque, one girl band estroversa e intraprendente. 

C’è tanto in “L’AB”. Un’intrigante introspezione segna il passo dei suoi nove episodi. E’ un album in cui subentrano momenti di pura inquietudine verso l’ignoto e il mistero, come quelli palesati tra le ombre elettriche di “Subba”: ballad melanconica melodicamente e ritmicamente diretta verso il fondo di un burrone alla stregua di un angelo caduto dal cielo con lo scopo di indagare tra le piaghe di un mondo sempre più difficile da decifrare. “Second Life” muove inizialmente sulle medesime cadenze, dirottando solo in un secondo momento verso armonie che sembrano partorite da una Kate Bush o una Tori Amos (fate un po’ voi) aggiornata ai nostri giorni, sorretta e spinta da delicate variazioni elettroniche poste da tappeto con diligenza.

L’attualità delle tematiche presenti nell’opera è a suo modo lampante, ed è affrontata con la consueta eleganza poetica dalla musicista maceratese. Il tratto vaudeville brioso e irriverente che segnava il passo dell'esordio, datato 2006 (!), torna a mostrarsi in “What You Want”, prima che una cassa dritta spunti a sorpresa a metà del brano trascinando con sé praticamente tutto, in un crescendo di diversivi strumentali alla Psapp. Mentre la solitudine raccontata in “I’m Feeling Lonely” con il piano cullante e il cantato dimesso, così come il profondo sarcasmo di “Beautiful Nothing” delineano i tratti più delicati di un disco compatto, intenso, variegato sul piano esecutivo, dannatamente vivo e profondo allo stesso tempo.

Con “L’AB” Beatrice Antolini conferma il suo estro e il raggiungimento di una maturità a tratti disarmante.

(10/02/2018)

  • Tracklist

1. Insilence
2. Forget To Be
3. Second Life
4. Subba
5. Until I Became
6. Total Blank
7. What You Want
8. I’m Feeling Lonely
9. Beautiful Nothing

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