Big Blood

Operate Spaceship Earth Properly

2018 (Feeding Tube) | psych-rock

Sembra essere tornata a pieno regime l'avventura utopica dei Big Blood, cellula resistente e culto underground del folk psichedelico americano. Dopo anni di particolare prolificità a cavallo tra anni 00 e 10, i coniugi ex-Cerberus Shoal erano giunti ad assestarsi su uscite a medio termine: e invece ora, a meno di un anno dal revival hippie “The Daughters Union”, ecco un nuovo dispaccio dal loro microcosmo vintage, questa volta dal sapore di racconto fantascientifico.

Se già in passato i rimandi all’epopea di Paul Kantner e Grace Slick si sprecavano, nell’immaginario di “Operate Spaceship Earth Properly” è ancor più presente l’eco dello spin-off cosmico dei Jefferson Airplane, benché la timida evoluzione del sound sia una diretta emanazione dei recenti riff ossessivi di chitarra elettrica e batteria. Oltre all’inclusione vera e propria della figlia Quinnisa nella formazione, questo nuovo capitolo si allinea al tema futuristico attraverso l’utilizzo occasionale di percussioni elettroniche, unitamente a compressioni ed effetti delay nel microfono di Colleen Kinsella, da sempre voce in primo piano nei rituali allucinati della band.
Se i beat incrociati di “Jagged Orbit” fungono soltanto da intermezzo sperimentale, associabile a Kraftwerk di primo pelo, in “Wishy Wishy” le manipolazioni electro prendono il sopravvento anche sulla forma-canzone, sebbene molto meno cadenzata rispetto ai consueti heavy-blues. È in “Pink Eye” che le due tendenze si incontrano in un breve ma poderoso motorik, lacerato da distorsioni e feedback fischianti alla Velvet Underground.

Rimandi più o meno evidenti sono rivolti al romanzo sci-fi degli albori negli Stati Uniti: Takver è tra i protagonisti in “The Dispossessed” di Ursula K. Le Guin, scomparsa lo scorso gennaio, mentre “Olamina” è esplicitamente dedicata a Octavia Butler, una delle poche autrici afroamericane che hanno trovato fama in questo genere letterario. Tra le influenze citate troviamo anche la filosofia visionaria di Richard Buckminster Fuller, tra i primi attivisti ambientali a dare l’allarme sulla finitezza delle risorse planetarie – messaggio che nell’era Trump sembra inevitabile ribadire con forza.

Per la famiglia Big Blood "manovrare correttamente l’astronave Terra" rappresenta una prerogativa assoluta, e nelle ultime prove in studio il loro messaggio di pace si è fatto sentire forse più distintamente che mai. Gli automatismi stilistici stanno poi trovando nuovi sbocchi che lasciano ben sperare per il prosieguo di una produzione casereccia che raramente tradisce le attese degli aficionados di lunga data.

(25/06/2018)

  • Tracklist
  1. When I Was Young
  2. Jagged Orbit
  3. Wishy Wishy
  4. Takver
  5. No Human Color
  6. Pink Eye
  7. Olamina (For Octavia Butler)
  8. Queen Day
  9. Wishy Wishy II
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