Black Rebel Motorcycle Club

Wrong Creatures

2018 (Pias) | garage-rock

Con "Wrong Creatures" i Black Rebel Motorcycle Club tornano a cavalcare lungo le sterminate praterie del guitar-rock a stelle e strisce: la loro miglior produzione degli ultimi dieci anni soffia con forza sulla patina di polvere che stava depositandosi su quelle chitarre che, a inizio millennio, contribuirono a renderli illuminati protagonisti del garage più oscuro e sensuale della costa californiana.
Un lavoro che, pur senza riportare il trio ai fasti degli esordi, mostra un deciso passo avanti rispetto ai deludenti "Specter At The Feast" (2013) e "Beat The Devil's Tattoo" (2010) e all'oltremodo trascurabile "The Effect Of 333" (2008).

Il mood di "Wrong Creatures" è quello ai quali i Black Rebel ci hanno abituati, in costante equilibrio fra brani che intendono rinnovare la grande tradizione del rock'n'roll più elettrico e viscerale ("King Of Bones", "Carried From The Start") e momenti ultra-carichi di solenne intensità ("Echo", con un incipit molto U2 ballad e il basso plasmato sul Lou Reed di "Walk On The Wild Side", la conclusiva "All Rise").
L'album non ha la forza di ripetere i risultati dei primi due lavori della band, ma per una "Calling Them All Away" o per una "Circus Bazooko" che avrebbero al massimo potuto ambire al ruolo di accettabili B-side, ci imbattiamo in almeno una traccia contenente i crismi dell'eccellenza, fra le migliori mai scritte dal trio, la notturna "Haunt", carica di quell'epicità che seppe caratterizzare i momenti migliori dei BRMC.

Fra spunti crepuscolari (l'oppiacea "Ninth Configuration"), rodate schitarrate ("Spook", "Little Thing Gone Wild") e frangenti psych-oriented ("Question Of Faith" si posiziona dalle parti dei Black Angels), il mestiere conduce in porto un disco studiato per ridestare l'interesse di chi li seguì con passione al cambio di millennio, vedendo in loro (ma anche in Strokes, White Stripes, Interpol e Kings Of Leon) gli alfieri di un nuova ondata rock, certamente intrisa di retromania, ma ben radicata nella contemporaneità.
Per le nuove generazioni resteranno con molta probabilità un'incognita spuntata, ma fra un Jesus & Mary Chain d'annata e un evergreen dei Rolling Stones tardo sixties, anche una "Spread Your Love" merita di avere il proprio spazio nello scaffale dei dischi preferiti, recuperata magari grazie all'effetto refresh di "Wrong Creatures"...

(17/01/2018)

  • Tracklist
  1. DFF
  2. Spook
  3. King Of Bones
  4. Haunt
  5. Echo
  6. Ninth Configuration
  7. Question Of Faith
  8. Calling Them All Away
  9. Little Thing Gone Wild
  10. Circus Bazooko
  11. Carried From The Start
  12. All Rise


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