Black Tusk

T.C.B.T.

2018 (Season of Mist) | sludge-metal, hardcore-punk

Life is short, finish what you start and mean what you do.
Not everyone does and not everyone gets to. Live your life; no regrets.
I Black Tusk provengono da Savannah, nella Georgia americana, già patria di gruppi relativamente affini come Baroness o Kylesa (e dallo stesso stato i Mastodon). Nel panorama sludge-metal si sono ritagliati una propria nicchia con uno stile veloce, frenetico e furioso, dove le influenze crust-punk e hardcore-punk emergono prepotenti in un amalgama che non disdegna occasionali citazioni del rock & roll classico. C'è chi li ha addirittura definiti come i "Motorhead della Georgia".

Il gruppo purtroppo subisce una tragica perdita nel 2014, quando il bassista fondatore Jonathan Athon muore a causa di un incidente automobilistico e viene sostituito da Corey Barhorst (ex-Kylesa). "Pillar Of Ashes" è stato pubblicato nel 2016, ma è stato in realtà registrato prima dell'incidente. Il primo vero album con la formazione rinnovata è "T.C.B.T." (acronimo di Take Care of Black Tusk e citazione dell'elvisiano "Take Care Of Business" mentre la copertina omaggia gli AC/DC), uscito quest'anno.
"T.C.B.T." accentua l'anima hardcore-punk del gruppo rispetto al predecessore, rivelandosi un micidiale platter all'insegna della velocità e della furia. La citazione all'inizio della recensione altro non è che il commento del gruppo alla pubblicazione del disco ed è una frase che inquadra perfettamente lo spirito di questa uscita.

L'unica eccezione rispetto a questa tendenza alla velocità può essere forse "Scalped", che sfocia quasi in un midtempo con le sue aperture più melodiche e a volte vicine al doom-metal. La parentesi è in ogni caso fra le migliori canzoni e mantiene lo spirito selvatico del disco.
La principale aspettativa è per il nuovo ingresso Barhorst, che si mostra un innesto eccellente al basso. La sua prova è strepitosa soprattutto nella furibonda "Ill At Ease" e nella schizzata "Never Ending Daymare", e viene promossa a pieni voti. Come il suo predecessore, Barhorst si suddivide anche le linee vocali assieme alle urla sguaiate del chitarrista Andrew Fidler e alla voce imponente del batterista James May, con tripli attacchi ormai marchio di fabbrica del gruppo.

Non si può dire che ci siano momenti sottotono, anzi, l'energia sprigionata da "T.C.B.T." è massimale e il gruppo incarna alla perfezione quanto più di selvaggio, primitivo e up-to-face può esserci nel rock.

(01/01/2019)



  • Tracklist
  1. A Perfect View of Absolutely Nothing
  2. Closed Eye
  3. Agali
  4. Lab Rat
  5. Scalped
  6. Ghosts Roam
  7. Ill at Ease
  8. Rest With the Dead
  9. Never Ending Daymare
  10. Orange Red Dead
  11. Whispers
  12. Burn the Stars
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