Bud Spencer Blues Explosion

Vivi muori blues ripeti

2018 (La Tempesta) | alt-rock, electric blues

L’amicizia che lega Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio cementa un sodalizio che trova sempre ragion d’esistere, nonostante i molteplici impegni di due musicisti divenuti - nel tempo - sessionman fra i più richiesti, non solo entro i confini nazionali. Viterbini ha appena archiviato il tour con Nic Cester, che lo ha voluto al proprio fianco nel giro di date che ha fatto seguito all’esordio solista, ed è pronto per dedicarsi al rientro ufficiale del duo, a quattro anni da “BSB3”, che conferma i Bud Spencer Blues Explosion fra i massimi propulsori dell’attuale movimentata scena romana. Un anno e mezzo di tessiture portate avanti con passione e rigore artigianale hanno condotto alle dieci tracce di “Vivi muori blues ripeti”, per il quale hanno aperto le porte a cospicui contributi esterni: il disco è stato prodotto da Marco Fasolo dei Jennifer GentleUmberto Maria Giardini è autore di ben quattro testi e voce in tre brani, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti firma altri quattro testi ed è alla voce in “Io e il demonio”, adattamento in italiano del classico di Robert Johnson "Me And The Devil".

Le liriche di Toffolo puntano sugli slogan, quelle di Giardini narrano storie, apporti che arricchiscono e diversificano il menù partendo da due prospettive alternative, innestate in un lavoro che resta comunque fortemente ancorato all’immaginario blues, non tanto per l’espressa citazione contenuta nel titolo, quanto per il mood che caratterizza molte tracce, come la cadenzata iniziale “E tu?” e la successiva “La donna è blu”. Altrove si vira verso un più canonico alt-rock (“Dove”) o un godibilissimo indie-pop (“Di fronte a te e di fronte a me”) architettando frangenti boombasticamente funk (“Allacci e sleghi”, “Enduro”, l’unico testo scritto da Viterbini, assieme a Diego Giacomazzo) e lasciando che le influenze world (alle quale Adriano ci ha abituati, attraverso le molteplici collaborazioni - Bombino – e i dischi in proprio) emergano, in particolare nell’intermezzo strumentale posto al centro di “Presto sarò chi sono”.

Il brano più sorprendente è quello conclusivo, “Calipso”, sorta di ibrido fra Queens Of The Stone Age e Verdena, che ipotizza eventuali scenari futuri, germi di novità nel solco di una fondamentale continuità con il passato. Se da un lato “Vivi muori blues ripeti” placa l’esplosività dei primi lavori, lasciando emergere quella sopravvenuta maturità compositiva che in qualche modo edulcora la scrittura, dall’altro conferma con forza la singolarità del duo.
Qualcosa muta, qualcosa evolve, ma i Bud Spencer Blues Explosion si confermano come uno dei punti di riferimento italiani più luminosi nell’ambito dei suoni electric blues metropolitani. Magari oggi stupiscono meno, ma costituiscono una certezza rassicurante, continuando a distinguersi per il virtuosismo nell’uso dei rispettivi strumenti, e per la perizia tecnica, fornendo un plus importante a una scena indipendente che non è poi così “usa e getta” come in molti vorrebbero far credere.

(27/03/2018)

  • Tracklist
  1. E tu?
  2. La donna è blu
  3. Dove
  4. Di fronte a te di fronte a me
  5. Allacci e sleghi
  6. Presto sarò chi sono
  7. Coca
  8. Enduro
  9. Io e il demonio
  10. Calipso


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