Camp Cope

How To Socialise & Make Friends

2018 (Run For Cover) | pop-punk

Basta aver osservato da vicino gli ultimi dieci anni dell’industria musicale per sbattere contro le vieppiù imperscrutabili logiche dell'hype: specificamente, di assistere alla nascita e alla diffusione a livello internazionale – apparentemente subitanee – di nuove rivelazioni in grado di raccogliere il consenso e le aspettative dei consumatori musicali 2.0, quotidianamente ingozzati eppure insaziabili.
Così accade (fortunatamente?) anche per gruppi che hanno appena mosso i primi passi dal loro garage adattato a sala prove: c’è un ritrovato gusto, anche nell’indie italiano, per il talento acerbo e senza filtri, per il lo-fi come necessità e dunque vocazione poetica, come una nuova e più sofisticata forma di populismo emozionale.

Con il trio australiano al femminile delle Camp Cope è accaduto poco meno di un anno fa: sostenute dai fan nella realizzazione del primo self-titled su Poison City, dopo un tour estivo negli Stati Uniti, le giovanissime “riot grrls” di Melbourne incidono prontamente un sequel per la Run For Cover. Incontrando efficacemente alcuni tra i più ferrei stereotipi critici, l’esordio poteva ben definirsi “manifesto” e indice di un’elettrizzante urgenza espressiva, al punto da farne un caso su numerose testate su carta e online – compresa la nostra.
Ed è con l’ascolto del nuovo “How To Socialise & Make Friends” che si spiega il mio lezioso preambolo generale: è successo tutto troppo in fretta, dalla nascita del gruppo tre anni fa alla ribalta, e una volta che il ferro è stato scaldato occorre batterlo per cavalcare l’onda mediatica e accaparrarsi altre ospitate in giro per il mondo. Ma una seconda prova a così stretto giro non può che essere un recupero di idee tenute nel cassetto – quelle che “non ce l’hanno fatta” alla prima selezione – e qualche nuovo spunto raccolto nei mesi seguenti.

Lo dimostra il fatto che la formula, prevedibilmente, è rimasta la stessa e non presenta eccezioni alla gamma dei mood esposti in precedenza: se il più delle volte questi avvicinano le sonorità del pop-punk tra anni Novanta e Duemila (si è di nuovo tentati di tirare finalmente in ballo anche Avril Lavigne), i testi non mancano di rievocare chiaramente la gloriosa scena della midwest emo; Georgia Maq torna ad alzare la voce ma sembra farlo con sforzo e controvoglia, oppure si tratta di grida semplicemente vane, un riempitivo per canzoni che forse non ne avrebbero avuto necessità (“Anna”, “Sagan-Indiana”), e che sembrano voler dare semplicemente il La a un coro tra la folla.
La più notevole riconferma è semmai quella di Kelly-Dawn Hellmrich, con le sue linee di basso delicate e vorticose, come una trama che si snoda senza sosta per l’intero album; l’ammanco di riff e ritornelli convincenti, tuttavia, finisce col mettere a nudo la debolezza della batteria di Sarah Thompson, forse la traccia più evidente rimasta dal recente passato amatoriale.
Anche il campionario tematico si mantiene nell’area di una persistente post-adolescenza: attimi di orgoglio ed emancipazione (“The Opener”) bilanciano le inevitabili ricadute nell’autocommiserazione (“The Omen”), scivolando anche qui verso un finale acustico (“I've Got You”) che vuole rivendicare il lato sensibile del progetto. 

And a cop shot the wrong guy again
And they tore down a childhood home again
Oh, nobody seemed to blink an eye
When they wanted you to pay to see the sky alive
Running out of time
You're still running for your life

Certo, si potrebbe anche dare ragione a chi, di fronte all'assenza di nuove “Done”, “Lost: Season One” e “Jet Fuels Can't Melt Steel Beams”, pensa che sia meglio così, che una banale copia carbone non sarebbe servita a molto, e che questo secondo capitolo non doveva essere diverso da come è. Ma la vera colpa di questo prematuro ritorno non sta nel suo essere poco graffiante, bensì nel non attirare nemmeno attenzione su di sé.
Più intimo, posato e riflessivo, “How To Socialise & Make Friends” è la seconda prova di una band che ha aggirato la necessità di farsi sentire con forza, inserita com’è tanto nel circuito indipendente quanto nel dibattito neo-femminista alimentato dagli scandali taggati #MeToo.
Se non altro si riducono anche le occasioni per abbandonarsi a qualche lacrima adolescenziale, cosa che dopo una certa età comincia a diventare sconveniente, ma che ciononostante ci rende grati di aver incontrato rivelazioni come fu quella dell'esordio. Speriamo sia ancora troppo presto per dichiarare spenta una scintilla giovanile così vibrante.

(02/03/2018)

  • Tracklist
  1. The Opener
  2. How To Socialise & Make Friends
  3. The Face Of God
  4. Anna
  5. Sagan-Indiana
  6. The Omen
  7. Animal & Real
  8. UFO Lighter
  9. I've Got You
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