Car Seat Headrest

Twin Fantasy

2018 (Matador) | indie-rock, songwriter

L'enfant prodige dell'indie-rock americano è tornato... sui suoi passi. La seconda uscita discografica di Will Toledo per i tipi di Matador non è infatti un album di inediti, bensì la rivisitazione - diciamo pure pesante - di quel “Twin Fantasy” che il giovane musicista di Leesburg scrisse e pubblicò su Bandcamp nel 2011, all'età di 19 anni, utilizzando già il nome d'arte Car Seat Headrest. Il talento di Toledo è stato fin da subito tanto precoce quanto prorompente: tra il 2010 e il 2012, in totale autonomia – e nella quasi più totale indifferenza – il giovane Will carica sulla piattaforma di streaming qualcosa come sette album, acerbi, un po' sconclusionati, scritti di getto ma non senza un'idea stilistica di fondo. Il recupero di uno di questi, il sesto della serie, nonché il più conosciuto, compiuto e spendibile all'indomani dei fasti di “Teens Of Denial”, serve appunto a far riscoprire al “grande” pubblico il Toledo della primissima ora, un talento ora sgrezzato da una produzione nuova e congeniale, con una band al seguito e una gran voglia di concludere un lavoro di fatto rimasto fino a oggi incompiuto.

I punti in comune rispetto all'esordio per Matador di un paio d'anni fa sono molti. Tanto per cominciare, nello stile, ovvero in quell'alt-rock di stampo nineties che il giovane Will, nuovamente accompagnato dalla band, consolida attorno a uno stile che ha ormai senso definire personale. Uno stile che non manca di toccare le liriche, che convergono su tematiche da post-adolescenza – e non potrebbe essere altrimenti, data l'età anagrafica in cui sono nate le composizioni: nello specifico, “Twin Fantasy” è una sorta di concept attorno a una storia d'amore.
Ma se le coordinate sonore e tematiche sono le medesime già rintracciate nel recente passato, a lasciare nuovamente a bocca aperta sono i guizzi melodici e stilistici di Car Seat Headrest, che torna a iniettare una invidiabile vitalità tra le pieghe dei brani, un fuoco sacro che già si rivela nelle aperture ariose di “My Boy (Twin Fantasy)”, come a introdurre i vari capitoli di questo nuovo poemetto giovanile.

Un poemetto per certi versi incontinente, non tanto o non solo a livello qualitativo, ma anzitutto quantitativo. L'album supera l'ora, il minutaggio dei brani è spesso elevato, a ulteriore testimonianza di come Toledo voglia ancora una volta assecondare - anziché controllare - la vena creativa. Ciononostante, e a differenza di “Teens Of Denial”, risulta quasi impossibile trovare qualcosa da scartare. Anche perché il musicista ora trapiantato a Seattle dimostra di saper anche giocare con la forma-canzone rock, scartando di lato rispetto alle formule prestabilite per cercare varianti che tengano alta l'attenzione.
Un paio di stratagemmi li si ritrova ben presto in scaletta: dapprima nella lunga traiettoria di “Beach Life-In-Death”, che si riaccende proprio quando il pezzo va a esaurimento, trasformandosi in una sontuosa cavalcata alt-rock; e poi nella seconda parte della splendida “Sober To Death”, laddove il continuo alternarsi di acustico ed elettrico provoca una straniante frammentazione del tempo, come se si viaggiasse a due velocità.
Lo snodo centrale dell'album, rappresentato da Nervous Young Inhumans” e “Bodys”, è quello in cui Will Toledo dà libero sfogo al lato più ruvido della sua musica, stavolta meglio ingrigliata in una sezione ritmica che va dritto al punto. E poiché un binomio tira l'altro, quello formato da “High to Death” e da una lunghissima “Famous Prophets (Stars)” - con il pianoforte che torna protagonista - mostra il lato sognante di Car Seat Headrest, qui immerso in pensieri che sembrano ispirati dalla contemplazione di tersi cieli stellati – o dall'ascolto reiterato del repertorio di Michael Stipe e soci.

A tal proposito, quella di Car Seat Headrest resta una parabola tutta americana, come può testimoniare una “Cute Thing” che torna a incrociare il baccanale dei Pavement e i guizzi dei Pixies in una sintesi comunque trascritta con una calligrafia assolutamente autografa. E anche questa è una differenza basilare tra Toledo e il resto di quella vasta e frastagliata scena che si è messa sulla scia dei tanto amati, e tanto – ultimamente – martoriati anni Novanta.

(27/02/2018)



  • Tracklist
  1. My Boy (Twin Fantasy)
  2. Beach Life-In-Death
  3. Stop Smoking (We Love You)
  4. Sober to Death
  5. Nervous Young Inhumans
  6. Bodys
  7. Cute Thing
  8. High To Death
  9. Famous Prophets (Stars)
  10. Twin Fantasy (Those Boys)


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