Cavern Of Anti-Matter

Hormone Lemonade

2018 (Duophonic) | electro-kraut-psych-lounge

Il viaggio retro-futurista di “Void Beats/Invocation Trex” ha spalancato definitivamente le porte della percezione a Tim Gane, Holger Zapf e Joe Dilworth, restava da capire in quale vuoto anfratto avrebbero messo piede, una volta resisi conto che dopo la rivelazione c’era solo spazio per il nulla.
“Hormone Lemonade” è non solo il third difficult album ma anche la testa d’ariete che i Cavern Of Anti-Matter adoperano per violare i confini del presente e guardare al futuro.

Come in un ipotetico big bang sonoro, la musica espande la propria energia lirica e la conseguente materia ritmico-elettronica con le stesse condizioni di curvatura, temperatura e densità espresse dal ben noto modello scientifico. Al pari di qualsiasi processo evolutivo v’è abbondanza di elementi primordiali, che siano le sempre più rilevanti influenze kraut, o le più familiari suggestioni Stereolab, nulla è andato perduto.
A queste suggestioni si sono aggiunte una consapevolezza e un’attitudine più spirituale e free-form, merito della metodologia creativa, che ha visto i tre musicisti coinvolti in jam session prive di regole, alle quali ognuno ha poi aggiunto suoni e armonie, spesso frutto di interessanti escursioni nell’elettronica vintage o estrapolati da originali drum machine fatte in casa.

Per dei musicisti abituati a gestire una quantità enorme di stimoli e stili, prima o poi arriva il momento di scegliere quali fardelli eliminare per poter proseguire senza il peso ingombrante dell’onniscienza. Il battito, il tempo ritmico sono il corpo principale sul quale è stato infine edificato “Hormone Lemonade”, è infatti questa fisicità moderna e semplificata la materia prima di un’ipnotica sinfonia sintetica a base di echi, svolazzi e divagazioni cerebrali, il cui fascino è affine a quello di una potenziale colonna sonora di un film per sole immagini. 
La parola è l’unico retaggio che i Cavern Of Anti-Matter hanno per adesso abbandonato o trascurato, in attesa di trovare una nuova forma di canto; anche le motivazioni ideologiche sono accantonate in attesa di elaborare teorie che generino un nuovo archetipo umano, forse evanescente come le surreali linee melodiche che chiudono l’album (“Phantom Melodies”).

E’ pur vero che le prime movenze del terzo album del trio (quarto, se si considera anche il mini “Interlude Music”), ormai di stanza a Berlino, hanno modalità ipnotiche che rinnovano l’estetica dei Kraftwerk di “Autobahn”, con ben sedici minuti di minime modulazioni timbriche scandite da synth retrò che ingannano i sensi trascinando il brano verso sonorità Neu!-techno.
E’ nel prosieguo che si nascondono invece discontinuità armoniche e ritmiche, che spostano l’asse sonoro verso il futuro, generando nuove interessanti vibrazioni come lo space-rock di “Make Out Fade Out” e l’inquietante ritmo alieno di “Feed Me Magnetic Rain”.
Il modern-lounge degli Stereolab resta il modello principale sul quale i Cavern Of Anti-Matter sperimentano nuove forme di pop strumentale (“Phase Modulation Shuffle”), quello che invece non era prevedibile è l’interessante evoluzione quasi post-rock di tracce come “Automatic Morning” e “Remote Confection”, le quali, introducendo elementi introspettivi, tradiscono una nuova consapevolezza e maturità espressiva.

Con “Hormone Lemonade” la proposta elettronica del trio scopre altre tracce organiche nel proprio Dna: scioglievolezze esotiche (la già citata “Make Out Fade Out”), fluidi minimal alla Terry Riley immersi in glaciali ritmi kraut (“Solarised Sound”) e regressioni timbriche che annullano  anni di evoluzioni tecniche per dar libero sfogo ai fantasiosi primi contatti con il mondo dei sintetizzatori (il tocco ingenuo, naif di “Outerzone Jazs”).
Tutto questo avviene ancora una volta con quell’impudenza che aveva garantito al precedente album di guadagnarsi la palma di evento discografico del 2016, anche se, esaurito l’effetto-sorpresa, i primi approcci con il nuovo album dei Cavern Of Anti-Matter rischiano di risultare in parte poco entusiasmanti, ma una volta catturati dalla forza magmatica di questo ipnotico big bang sonoro, sarà difficile farne a meno.

(01/04/2018)



  • Tracklist
  1. Malfunction
  2. Make Out Fade Out
  3. Phase Modulation Shuffle
  4. Solarised Sound
  5. Outerzone Jazs
  6. Automatic Morning
  7. Feed Me Magnetic Rain
  8. Motion Flow
  9. Remote Confection
  10. Phantom Melodies




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