Celldöd

Fragmenterade Minnen

2018 (DKA Records) | ebm, techno-industrial, acid, electro-funk

Alla seconda prova su lunga distanza, lo svedese Anders Karlsson, in arte Celldöd, realizza un album che guarda alla radice dell’Electronic Body Music più adrenalinica e abrasiva, continuando a macinare pesanti e claustrofobiche ritmiche techno acid ed electro-funk. Celldöd si muove come un bulldozer tra beat schiacciasassi che hanno come riferimento principale il techno-industrial di Adam X e la furia iconoclasta dell’accoppiata Fixmer e McCarthy. “Fragmenterade Minnen”, che in svedese significa “ricordi frammentati”, esce in vinile e in digitale per l’americana Dka Records e mette subito le cose in chiaro: qui è l’Ebm che ha fagocitato i ritmi della techno e non il contrario. Del resto, Karlsson si muove da anni nella scena di Stoccolma più underground e radicale, con il progetto industrial/Ebm chiamato The Pain Machinery (coadiuvato dalla voce di Jonas Hedberg) e collaborando con la band industrial Severe Illusion.

Sotto la sigla Celldöd, Karlsson ha realizzato diversi Ep su nastro e vinile, oltre a un Lp, “Mekaniskt Gransland” (traducibile in italiano come “terra di confine meccanica”) uscito nel 2015 per la label canadese Suction Records. Il lavoro ha ottenuto ottime recensioni, contribuendo a farlo conoscere fuori dai confini nazionali. Inoltre, Karlsson nel 2017 ha realizzato assieme al conterraneo Varg (The Empire Line) un album intitolato “Brutal Discipline”, pubblicato per l'etichetta inglese Opal Tapes, sotto la sigla Vargdöd. Celldöd ha all’attivo anche diversi split su nastro, tra i quali bisogna ricordare quelli con Black Leather Harness (altro nickname di Jonas “Varg” Rönnberg) e Trepaneringsritualen, entrambi realizzati per la svedese Brutal Disciplin.

Dopo il breve intro di “Introvert” siamo subito catapultati nella danza robotica di “Vrider”, traccia adatta a un party da realizzare dopo un olocausto nucleare, rigorosamente da ascoltare dentro un bunker di cemento armato. La voce di Karlsson si getta in un vero e proprio combattimento corpo a corpo con le macchine analogiche utilizzate. Se un brano come “Början på slutet” sembra rievocare i The Klinik più oscuri, è con “Dansar (Inte för dig)” che le pulsioni ritmiche sfidano grezze linee sintetiche e derive prettamente old school. Qui e là, compaiono anche omaggi ai mastri della techno/Ebm, Fixmer e McCarthy, come avviene ad esempio in “Staden dör”. Tra accelerazioni e rallentamenti si passa dall’acida “Vad du vill” ai clangori industriali di “Drömmer dig bort”. Non mancano anche violente cavalcate alla Pouppée Fabrikk, creatura di Henrik Nordvargr Björkk, con la veloce e psicotica “Alla har fel”, a cui segue la decompressione dub di “Hotet från Underjorden” che è anche il titolo in svedese della commedia horror “Tremors”, diretta nel 1990 da Ron Underwood.

In sintesi, “Fragmenterade Minnen” mostra la maturazione di un progetto nato come una ricerca rigorosa e radicale nell’ambito delle contaminazioni possibili tra Ebm old school e pulsioni acid, quanto di più lontano oggi possa esistere rispetto certe forme di techno-ambient evanescente o di revival Idm. Si tratta di un lavoro denso di riferimenti sonori, capace di trasporre lo spirito della matrice originaria in nuovi e futuristici dancefloor per gente "nerovestita", unendo l’urgenza espressiva del genere con l’utilizzo consapevole di macchine analogiche spinte con rabbia oltre i propri limiti.

(04/05/2018)



  • Tracklist
  1. Introvert
  2. Vrider
  3. Början På Slutet
  4. Dansar (Inte För Dig)
  5. Saknar Dig
  6. Vad Du Vill
  7. Drömmer Dig Bort
  8. Staden Dör
  9. Här Och Nu
  10. Alla Har Fel
  11. Hotet Från Underjorden (Dub)
  12. Facit
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