Confidence Man

Confident Music For Confident People

2018 (Heavenly Recordings) | alternative dance

Fa davvero strano vedere il logo di Heavenly Recordings stampigliato su ogni copia dell’esordio dei Confidence Man da Brisbane. E non è di certo per la provenienza transoceanica del quartetto, quanto per il suo contenuto, distante anni e anni luce da quanto siamo soliti associare all’indie label londinese fondata da Jeff Barrett. No, “Confident Music For Confident People” non è un disco di psichedelia spaziale alla TOY o alla Temples, men che meno un disco di cantautorato suburbano alla Beth Orton o un assalto brit-rock memore dei Manic Street Preachers. E come potrebbe col titolo che porta. “Confident Music For Confident People” è una festa fatta e finita: rumorosa, sfacciata, sfrenata, incurante dell’inquilino del piano di sotto o delle case nel circondario.

“I must confess/ I’ve been sleeping with your ex/ Because I’ve heard he was the best/ I must confess”: si presenta così Janet Planet – sì, Janet Planet- nell’esplosiva opening “Try Your Luck”, ma i bassi e i battiti alla Tiga dei bei tempi sono così convincenti che prima di chiederti che razza di disco stia ascoltando ti si sta già muovendo tutto. E così a “Don’t You Know I’m In A Band”, dove si fa la conoscenza con l’altro vocalist – che non poteva che chiamarsi Sugar Bones - ci si arriva già sudati e rapiti, pronti ad abbandonarsi senza remore agli interventi di un untuoso giro di synth alla Rick James.
Il bassone baggy e le esplosioni di trombe di “Out Of The Window” ricordano il madchester più mondano e candidano il pezzo a colonna sonora ufficiale del 2018 per spalmarsi la crema solare. “Better Sit Down Boy” ci fionda invece avanti di una decina di anni, dove i punti di riferimento non possono che essere le pulsazioni electro indie dei vari Hot Chip e Cut Copy.

Come a voler chiudere un cerchio di citazioni e divertimenti, il finale intitolato “Fashination” è un mirabolante tour de force di ritmi balearici, con tanto di esplosione acid-house centrale. Alcuni degli altri pezzi non hanno la stessa immediatezza di quelli citati, ma, grazie ai ritmi e alle variazioni vivaci di Reggie Goodchild (synth e programming) e Clarence McGuffie (batteria e percussioni), riescono nella missione di tenere l'attenzione costantemente alta. Del resto, a un party non ci si possono suonare soltanto riempi-pista.
Giocosa e integralmente in linea con i toni del disco, la sua copertina riassume un aspetto molto importante della formula dance dei Confidence Man. Così come le sagome velate di nero, quasi nascoste, della sezione ritmica fungono praticamente da sedie per i due vocalist, le strutture ritmiche e melodiche dei primi sono la conditio sine qua non per rendere efficaci gli eccentrici proclami dei secondi, che altrimenti suonerebbero come un ammasso di rime un po’ fesse e fuori luogo.

Lussurioso, fracassone e gloriosamente cretino come è, sarà difficile ammettere che l’esordio dei “Confidence Man” vi sia piaciuto davvero, ma non privatevene. Chiamatelo pure guilty pleasure, se la cosa vi aiuta, ma non privatene. Se non altro perché divertimento, qualità e originalità non combaciano spesso cosí bene, e perché una quarantina di minuti di evasione totale dalla propria routine – anche di ascolti - non fanno mai male. Che poi deve essere quello che hanno pensato alla Heavenly, quando scritturando questi quattro scapestrati australiani compivano una rara, quanto fortunata, diversione dai loro standard.

(19/05/2018)

  • Tracklist
  1. Try Your Luck
  2. Don't You Know I'm In a Band
  3. Boyfriend
  4. C.O.O.L Party
  5. Out the Window
  6. Catch My Breath
  7. Bubblegum
  8. Better Sit Down Boy
  9. Sail Boat Vacation
  10. All the Way
  11. Fascination


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