Confusion Master

Awaken

2018 (Exile On Mainstream) | psych-doom-metal

Provenienti dalla Germania, i Confusion Master esordiscono in questo 2018 con "Awaken", un vero e proprio tributo al doom-metal più psichedelico e "vecchia scuola", alla tradizione sabbathiana di rock cupo, agli Sleep e in particolare agli Electric Wizard, ai quali palesemente si ispirano (in particolare è evidente l'influenza che un disco come "Dopethrone" ha avuto sul quartetto tedesco).

Abbiamo quindi riff lentissimi, cupi e ribassati, dall'incedere monolitico, dei suoni caldi e lisergici innestati su canzoni dalle composizioni dilatate e intrise di una vena psichedelica negli arrangiamenti. Il gruppo prova a proporre un proprio approccio personale allo stile con distorsioni relativamente più orecchiabili (incentrate su di un wah-wah che contribuisce a sostenere le atmosfere alienanti) e soprattutto linee vocali tendenzialmente più pulite, affidate al chitarrista e cantante Stephan Kurt, che è la mente principale dietro al progetto. Egli afferma che l'album è ispirato da Albert Camus.

Sin dall'iniziale "Witch Pollution" il suo ruolo canoro è però messo in secondo piano rispetto ai chitarroni, che rappresentano l'anima del disco nei suoi quasi sessanta minuti (divisi in appena sette brani). Non mancano momenti cosmici e spaziali, come nel climax sonoro di "Goner Colony", che per chi scrive è probabilmente il pezzo migliore dell'album assieme al corposo trip di "In The Shadow Of The Bong", con il feedback lancinante del secondo chitarrista Gunnar Arndt urlato attraverso la distorsione. La sezione ritmica è affidata al bassista Mathias Klein e al batterista Stephan Gottwald, che costruiscono nenie ossessive, secche e micidiali.

La formula funziona, le composizioni sono in fondo prevedibili ma trascinanti, e le atmosfere "sulfuree" colgono appieno lo spirito del genere. Anche se i brani arrivano a superare anche i dieci minuti di lunghezza, non stancano, anzi. In perfetto spirito doomster non sono lunghi, ma rallentati, tanto per parafrasare al contrario quel che un tempo si diceva del punk.
Si tratta certamente di un'uscita da tenere sotto osservazione da parte degli appassionati del doom-metal, e dai fan degli Electric Wizard in generale, assieme ad altri esordi avvenuti quest'anno (come quello dei King Witch) che hanno mostrato un certo talento compositivo, ma sempre col monito che chi cerca radicali innovazioni potrebbe rimanerne annoiato a lungo andare.

(21/12/2018)



  • Tracklist
  1. Witch Pollution
  2. Northern Midnight Ghoul Dance
  3. Reaper's Fist
  4. Goner Colony
  5. In the Shadow of the Bong
  6. False Dawn
  7. Awaken
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