Cosmo Sheldrake

The Much Much How How and I

2018 (Transgressive) | chamber-folk, alt-pop

Strano, inconsueto, atipico e perché no, stravagante. In questi brevi assunti verrebbe da racchiudere l’esperienza d’ascolto del primo album di Cosmo Sheldrake. Quante verità e quante bugie, però, in queste sintesi linguistiche, capaci di descrivere solo le suggestioni epidermiche di una proposta sonora frutto di un’intensa e audace ricerca.

“The Much Much How How And I” mette a punto una metodologia musicale, già sperimentata dall’autore per colonne sonore destinate a cinema, teatro e televisione (tra queste una per la serie "Moving Art" di Netflix).
Il punto di partenza è l’interesse per la musica concreta, insolite avanguardie (Pierre Schaeffer, Bernard Parmegiani), classica (Stravinsky), ma anche il pop dei Beatles e le primigenie creazioni dei Pink Floyd.
Non meno importante è l’influenza di Moondog: compositore americano diventato cieco in tenerissima età, famoso come “il Vikingo” per la sua scelta di esibirsi nelle strade di New York con vestiti ispirati al mito di Thor, geniale inventore di strumenti, altresì abile nel mettere al servizio del suo stile germi nobili e colti, provenienti dal jazz, dalla classica e dall’avanguardia.

E’ un ambiente ricco di stimoli, quello nel quale il giovane Sheldrake ha coltivato le sue argute intuizioni musicali, tra un padre biologo di fama internazionale (Rupert Sheldrake) e una madre famosa per aver rivoluzionato le tecniche di canto e uso della voce (Jill Purce). A queste influenze si associa l’enorme curiosità culturale e semantica di Cosmo, che riversa nella propria musica citazioni scientifiche e letterarie (Lewis Carroll) come se fossero delle banali frasi d’amore.
Il paradosso diventa così cifra espressiva di un pamphlet sonoro quasi anarchico, ricco e ridondante come il barocco, nonché caotico e fantasioso, dove tutto quello che appare improvvisato è invece calcolato e studiato in ogni dettaglio, mentre ciò che sembra ordinario e lineare nasconde un’intensa forza emotiva e irrazionale. Oboe, violino, fiati e beatbox sono gli strumenti principali, sui quali marcette e valzer barocchi danno vita all’originale ecosistema musicale di Cosmo Sheldrake.

Spesso le canzoni nascono da un suono catturato in natura o tra la gente: un canto di un uccello, un verso animale, un suono casuale, un discorso accidentalmente percepito tra la folla diventano così base primaria di escursioni sonore. Le canzoni sono irriverenti e quasi teatrali (“Egg And Soldiers”, prodotta da Matthew Hebert), a volte giocosamente provocatorie nella loro opulenza (“Hocking”), di rado più fruibili e quasi pop, in un’accezione che difficilmente troverà riscontro nel lessico comune (“Wriggle”, “Mind Of Rocks”).
Con un titolo surreale, frutto di un gioco di gruppo (una frase modificata con parole casuali dagli altri giocatori), Cosmo Sheldrake si avventura tra adulterazioni digitali di archi e oggetti d’uso comune (“Pliocene”, “Spring Bottom”), spesso assoggettate ad atmosfere vittoriane e a un cantato da operetta (“Linger Longer”), lasciando germogliare curiose misture di riff e strumenti desueti (“Birth A Basket”), o loop contagiosi imbastiti con voci e fiati (“Birthday Suit”).

“The Much Much How How And I” è una continua fonte di sorprese e stimoli creativi, la giostra ritmica a tempo di chamber-pop di “Come Along”, la grazia quasi canterburiana di “Solar Waltz”, stravolgono le regole della sintesi armonica della forma-canzone attraverso argute trasgressioni jazz e scampoli di musica sinfonica, ma il vero elemento di distinzione resta l’enorme archivio di suoni naturali che fa da sfondo a tutte le composizioni.
E’ curioso scorgere la lista di alcune delle fonti sonore utilizzate per la creazioni delle quattordici tracce - cucù, monete, treni, pipistrelli, scale mobili, fusa del gatto, tempeste, suoni catturati nei fondali della barriera corallina, sottomarini sovietici, uccelli, rocce, lavagne, il suono di una mosca catturato nelle montagne bulgare.

In questa giostra di suoni che anima “The Much Much How How And I”, v’è infine anche un preciso monito all’uomo moderno, oramai incapace di cogliere la naturale bellezza della natura. La civiltà industriale, con il suo ritmo frenetico, ci sta privando della gioia e dell’armonia che nascono da una parola, da un verso di un animale, dal fruscio di un albero, ed è forse giunto il momento di riscoprirne l’arcano fascino. Parola di antropologo e maestro di musica. Parola di Cosmo Sheldrake.

(06/05/2018)



  • Tracklist
  1. Linger Longer
  2. Wriggle
  3. Birth A Basket
  4. Birthday Suit
  5. Come Along
  6. Solar Waltz
  7. Mind Of Rocks
  8. Spring Bottom
  9. Egg And Soldiers
  10. Axolotl
  11. Pliocene
  12. Linger A While
  13. Beetroot Kvass
  14. Hocking




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