CupcakKe

Eden

2018 (self-released) | hardcore-rap, pop-rap

A conclusione di un anno che ha visto CupcakKe approdare a una dimensione di tutto rispetto e sottrarsi all'infasto ruolo di curiosità da dimenticare nell'arco di qualche mese, la scorrettissima e sboccatissima rapper chicagoana torna con una seconda raccolta di inediti, pronta a consolidare il suo status di icona hip-hop underground. Fieramente indipendente, e senza la necessità di annacquare i propri contenuti per appetire al proprio pubblico, con “Eden” Elizabeth Harris compie una parziale inversione di marcia rispetto al più composto “Ephorize” e torna a parlare (con rare eccezioni) di sesso senza remora alcuna, con la fantasia lessicale e la schiettezza che da sempre la contraddistinguono. In poco più di mezz'ora, la rapper sciorina casi umani, desideri inconfessabili e trivialità di vario conto senza alcun filtro, in una miscela di comicità isterica e serietà che la dice lunga sulle sue abilità espositive. Oltre l'inarrestabile profilo lirico, un album come l'ultimo rivela moltissimo sulle intenzioni di elevarsi anche sotto il profilo strettamente musicale.

In continuità con l'alchimia sonora del precedente album, “Eden” mette in risalto un campionario stilistico ancora una volta eclettico, che dai beat drill chicagoani si espande verso territori tra loro diversi, senza mai perdere in intensità o efficacia. Minimalismo trap, per quanto opportunamente contenuto e personalizzato (“Cereal And Water”, “Blackjack”), trascinanti frenesie electro-hop (la pirotecnica “Quiz”), finanche romanze in scia r&b (la pseudo-ballad “Dangled”) e fantasie latine (l'arrangiamento salsa di “Prenup”) compongono un quadro fantasioso e ricco di potenzialità, che il carattere di CupcakKe riesce a non far scadere nel collagismo fine a se stesso.
Sul versante sonoro Harris sa insomma mostrarsi pimpante e attuale, ciò che però non rende l'album un erede alla pari di “Ephorize” è la stanchezza che informa molti degli uncini e ritornelli, tale da arrivare a penalizzare addirittura l'irrefrenabile forza del flow (tra i migliori sulla piazza) e la grinta dei testi. Se in chiave pop il brio ritmico riesce a mascherare lievemente la povertà di stimoli (gli esilaranti paragoni di “Garfield”, trascinante tropicalata caraibica), altrove la carenza di idee e la ripetitività delle linee si fanno palesi, interessando un aspetto che nel precedente album si era affinato notevolmente.

Poco male, comunque, anche in un progetto “minore” CupcakKe lascia intuire che ha tutt'altro che il fiato corto, che i tempi brevi di realizzazione non la spaventano e che ha ancora un bel po' di cartucce da sparare. Certo, il 2019 non è propriamente cominciato nel migliore dei modi per lei; malgrado una simile apertura, e con le dovute pause nel mentre, siamo sicuri che anche quest'anno Elizabeth Harris saprà essere all'altezza del suo effervescente talento.

(21/01/2019)

  • Tracklist
  1. PetSmart
  2. Cereal And Water
  3. Quiz
  4. Garfield
  5. Dangled
  6. Starbucks
  7. Typo
  8. Prenup
  9. Blackjack
  10. Fabric
  11. Don't Post Me
  12. A.U.T.I.S.M




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