David Allred

The Transition

2018 (Erased Tapes) | songwriter, experimental

“The Transition” è il quinto album solista del musicista canadese, da molti salutato erroneamente come esordio. Alla sua discografia va anche aggiunto il fortunato progetto a quattro mani “Find The Ways”, condiviso con Peter Broderick, che gli è valso l’ingresso nella scuderia della prestigiosa Erased Tapes, etichetta spesso più prodiga sul versante avantgarde o elettronico-sperimentale che su quello cantautorale, anche se David Allred è un cantautore atipico, per alcuni versi affine allo straniante e fragile mondo poetico di Eric Chenaux.

“The Transition” è un disco sobrio, quasi invernale, eppure luminoso, confortevole, un album che a molti potrà suonare marginale, anche in virtù degli inevitabili richiami artistici che rischiano di oscurarne in parte il fascino, ma c’è una genuina poetica che ad ogni ascolto diventa sempre più profonda, catturando anche gli scettici.
Come quei pittori che utilizzano colori caldi e avvolgenti per sottolineare poche evanescenti figure, così David Allred tiene a freno l’esuberanza degli strumenti, creando dei suggestivi landscape sonori entro i quali si alternano archi, piano, synth, chitarra, balalaika, percussioni, basso, condotti per mano dalla suggestiva voce dell’autore.

Spetta a Peter Broderick incorniciare due delle melodie più dense con delle pregevoli sintesi tra moderno e classico: synth, archi e fiati inseguono il cantato languido e sognante di “Scoop Troop” e l’algido minimalismo ricco di nostalgia di “The Transition”, sfiorando la maestosità del pieno orchestrale.
La forza dell’immaginazione dona lo stesso spessore anche agli episodi più scarni, come il duetto piano e voce quasi teatrale di “Randy And Susan” e la potenziale colonna sonora per tastiere e tromba di “For Catherine E. Coulson” (dedicato all’attrice nota ai fan di "Twin Peaks", scomparsa nel 2015).

Che il patrimonio genetico della musica di David Allred sia più vicino al cantautorato è evidente nel delicato affresco sentimentale di “The Mirror Of Time” o nel piccolo capolavoro di sintesi tra la musica a cappella e cori alla Beach Boys di “The Garden”, che ha anticipato l’uscita dell’album.
Il sentito omaggio ai compagni di scuderia Penguin Café in “For The Penguins” per un attimo attenua il mood malinconico dell’album, ma è solo un interludio prima che le note meste e affrante di “Poet Tree” e le amare riflessioni di “For Only All” ripristino le riflessioni dell’autore sulla fugacità della vita e sull’accettazione del cambiamento che a volte non scaturisce necessariamente dalle nostre scelte.

Dietro il tono poetico e compassionevole della musica di David Allred c’è infatti un mondo fatto di estrema solitudine, quello dei pazienti della casa di cura residenziale dove lavora il musicista, storie amare e dolenti che per l’autore dovrebbero farci riflettere sulla fragilità del nostro essere.

Saremo tutti vecchi un giorno
quindi dobbiamo iniziare a scrivere una lista delle cose da fare.

(17/11/2018)



  • Tracklist
  1. Scoop Troop
  2. For Catherine E. Coulson
  3. Randy And Susan
  4. The Transition
  5. Impending Imperative Change
  6. The Garden
  7. The Mirror Of Time
  8. For The Penguins
  9. For Only All
  10. Poet Tree




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