David Garland

Verdancy

2018 (Tall Owl Audio) | chamber-folk, modern classical, elettroacustica, experimental

Come ricorda lo stesso David Garland nella press release, la musica di “Verdancy” nasce dalla combinazione di due motivi basilari: il primo, la messa a punto, da parte di suo figlio Kenji, di una speciale chitarra acustica elettronicamente modificata; il secondo, il suo trasferimento da New York nella Hudson Valley. Qui, a più stretto contatto con la natura, il cantautore e compositore ha avuto modo di riscoprire “il tumulto e la bellezza di tutto ciò che cambia continuamente”, trasfigurando le sue impressioni grazie a quella chitarra il cui timbro non è artificialmente alterato, perché l’elettronica a essa applicata si limita soltanto a far vibrare simultaneamente le corde e la cassa di legno, dando vita a un “oggetto vibrante” con cui si può interagire fisicamente.
Questa nuova esperienza di vita e di musica è stata così intensa che Garland si è ritrovato tra le mani una mole enorme di musica (oltre quattro ore!), suddivisa in ventisette tracce che hanno riempito ben quattro cd.

Coadiuvato da una dozzina di amici musicisti (tra cui Yoko Ono e la cantante e violinista Iva Bittová), Garland non si limita, comunque, a cantare e a suonare la sua “speciale” chitarra, ma nei diversi brani si dedica anche ad altri strumenti, passando dal pianoforte al clarinetto, dall’ocarina al sintetizzatore analogico, dal salterio ad arco all’harmonium etc. Il risultato è un’opera mastodontica, non priva di lungaggini, ma comunque capace di regalare molti momenti di vera poesia sonora, generata da un incrocio piuttosto ispirato di chamber-folk, modern-classical, elettroacustica, cantautorato, ambient e drone-music.

Da un lento ed estatico fluire di chitarra e voce, “Color Piece” (il cui testo riprende l’omonimo poema del 1964 di Yoko Ono) procede verso una sonata romantica che nella seconda parte, sulla scorta delle vibrazioni generate dalla chitarra acustica, si trasforma in un raga introspettivo, la cui eco risuona anche nelle trame misteriose di “Practical Questions” e “Hush And Who”, in quei mix di “camerismo” minimalista e cantautorato più o meno obliquo che rispondono al nome di “When We Moved To The Trees” e "Deflected”, ma anche in una “I’ve Forgotten” dove la voce di Garland alterna invocazioni in punta di piedi e mistici sussulti.

Le liriche e trepidanti suggestioni di “Our Summer Night” ci catapultano, quindi, al cospetto di una di quelle notti estive in cui tutto risuona di un mistero inesplicabile, mentre in quelle tinte di new age di "Caliban Calibrates The Ecosystem” e in quelle, maestosamente liturgiche, di “Lux Temporalis” (con testo in latino e ben ventidue minuti di durata che ne fanno il brano più lungo di tutta l’opera) risuona il gioioso abbandono al Divino che, come “luce caliginosa”, si manifesta in tutte le cose.

In tenebricosus lumen anima tentino

temporalis luceat anima umbra
tenebrarius sonitus audite spiro spiritum
luminosus tintino
lux in aeternum clancularius
in aenigmate lumen
Lumen sonitus, lumen, lumen sonitus.

Si ascoltano, quindi, fantasie strumentali che gettano un ponte tra il composto equilibrio della musica da camera e il ritualismo archetipico della world music (“Periodicity”), texture “spirituali” infestate da scarabocchi sintetici (“Efflorescence”), carillon minimalisti che danzano sospesi a mezz’aria come pulviscolo iridescente ("Another Rivet in the Machine of the Universe"), rapimenti estatici al cospetto di terre ed epoche antichissime (“Povídej mi”), esperimenti per ghirigori sintetici, chitarra, pianoforte e il riverbero naturale di una grotta (“Wave After Wave”), danze chiaroscurali (“Winter Dance”) e affreschi metafisici per fluttuazioni droniche e vocalizzazioni ancestrali (“Constant World Thrive”).

Da segnalare, infine, l’austero arrangiamento del “Lamento della Ninfa” (1638) di Claudio Monteverdi (con la voce della Bittová), le pulsazioni stroboscopiche di “Dream Home” e quell'“Evaporation Adagio” che, come da titolo, offre un “adagio dell’evaporazione” come approdo ultimo di questo viaggio nel tumulto e nella bellezza della Natura.

(17/12/2018)

  • Tracklist

Cd 1

1. Color Piece 1
2. Color Piece Part 2
3. Periodicity
4. When We Moved to the Trees
5. The River and the Train
6. Dear Golden Deer
7. Our Summer Night

Cd 2

1. Monteverdi's Lamento della Ninfa
2. Traveling Doors
3. Practical Questions
4. Dream Home
5. I've Forgotten
6. Efflorescence
7. Hush and Who

Cd 3

1. Caliban Calibrates the Ecosystem
2. Lux Temporalis
3. Another rivet in the machine of the universe
4. Deflected
5. To weigh, to settle, to gravitate

Cd 4

1. Povídej mi
2. More Numerous of Windows
3. Wave After Wave
4. Winter Dance
5. Constant World Thrive
6. Ceaseless
7. Luminous House
8. Evaporation Adagio

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