Deerhunter

Double Dream Of Spring

2018 (4AD) | avant-psych

Si ricomincia a fare sul serio a casa Cox, si torna a sperimentare nello studio domestico di Atlanta, alla ricerca di nuovi scenari da inserire nell’annunciato nuovo album che sarà prodotto da Cate Le Bon. Difficile immaginare se il nuovo step discografico dei Deerhunter seguirà la scia delle composizioni qui contenute: 36 minuti trasposti in una cassetta limited edition - non una novità per la band - che sarà distribuita esclusivamente durante le date del tour in corso. Trecento copie in tutto: facile ipotizzare che possano andar esaurite nel giro di poche serate, per poi diventare terra di caccia per collezionisti su Ebay.

Nei due lati di “Double Dream Of Spring” troviamo dunque più che altro delle prove tecniche di trasmissione, e lo sono tanto il pianoforte con effetti in reverse di “The Primitive Baptists” quanto il vento e i gabbiani trattati della terza traccia senza titolo, così come i rumorismi assortiti di “Lilacs In Motor Oil”, appena addolciti dalla presenza di un carillon.
Poi qualche canzone “vera” dentro “Double Dream Of Spring” Bradford e compagnia ce l’hanno anche inserita, a partire dalla lunga “Dial’s Metal Patterns”, espanso motorik basato sulla ripetizione, oltre undici minuti che fanno il filo alle recenti peripezie architettate dai Cavern Of Anti-Matter, miscelando elettronica e sassofoni, chitarre acustiche e piccoli trucchetti da sala di registrazione. Oppure “Strang’s Glacier”, altro giochino di loop con al centro questa volta un pianoforte che flirta con vari altri strumenti pronti ad adagiarsi su un giro ripetuto ad libitum.

Per ascoltare la voce di Cox occorre attendere la straniante “Denim Opera”, avanguardismo lo-fi denso di distorsioni ed effetti, e le due tracce conclusive, “How German Is It?” – condita da quello che sembrerebbe un sitar - e il funereo minimalismo di “Serenity 1919”.
Ma questo non è un progetto concepito per lanciare proclami lirici, piuttosto è pensato per testare l’opportunità di nuove direzioni/dimensioni musicali. Tutto ciò lo rende appetibile in particolare ai maniaci completisti dei Deerhunter. Sono bozze, appunti, idee, solo in alcuni casi portate a totale compimento, ma dentro ci troverete germi più interessanti di tanti lavori realizzati da chi lo “sperimentatore” pretende farlo di professione.

(29/05/2018)

  • Tracklist

Side 1

  1. Clorox Creek Chorus
  2. Dial’s Metal Patterns
  3. ___
  4. Strang’s Glacier

 

Side 2

  1. The Primitive Baptists
  2. Denim Opera
  3. Lilacs In Motor Oil
  4. Faulkner’s Dance
  5. How German Is It?
  6. Serenity 1919 (Ives)
Deerhunter su OndaRock
Recensioni

DEERHUNTER

Why Hasn't Everything Already Disappeared?

(2019 - 4AD)
Prosegue il percorso di "normalizzazione" della band guidata da Bradford Cox

DEERHUNTER

Fading Frontier

(2015 - 4AD)
Il ritorno alla forma di Cox e compagni

DEERHUNTER

Monomania

(2013 - 4AD)
Più immediatezza e meno sperimentalismi nel nuovo lavoro della band di Bradford Cox

DEERHUNTER

Halcyon Digest

(2010 - 4AD)
Bradford Cox e soci pongono l'accento sulle melodie, nella loro opera migliore

DEERHUNTER

Rainwater Cassette Exchange

(2009 - Kranky)
Cinque nuove canzoni all'insegna di un solare psych-pop per la band americana

DEERHUNTER

Microcastle / Weird Era Cont.

(2008 - Kranky)
La band di Atlanta vira verso lidi "popedelici", con piglio dimesso e sognante

DEERHUNTER

Fluorescent Grey

(2007 - Kranky)
Quattro nuove canzoni per la band di Atlanta

DEERHUNTER

Cryptograms

(2007 - Kranky)
Psichedelia e space-rock nella prima uscita della band di Atlanta su Kranky

News
Live Report
Deerhunter on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.