Dita Von Teese

Dita Von Teese

2018 (Record Makers) | pop

Non c’è che dire: Dita von Teese e Sebastien Tellier sono la coppia perfetta. Lo stralunato chansonnier e la reginetta del Burlesque si sono fiutati nel backstage del cabaret del Crazy Horse a Parigi, ritrovandosi infine in un amplesso artistico inatteso, parimenti fisiologico. Dunque, dopo anni di "solitudine", Tellier ha finalmente scelto la propria musa, seguendo a mani basse gli insegnamenti del maestro Gainsbourg.
L’esordio musicale della dolcissima Heather Renée Sweet è per alcuni aspetti una prosecuzione a tinte rosa del divino “Sexuality”. Un’opera concepita rincorrendo idealmente l’ormone, la carne, la fusione dei corpi. Tellier dona partiture vibranti, profumatissimi svolazzi al synth di stampo moroderiano. E’ un fiume in piena. Dal canto suo, la diva statunitense appare terribilmente a proprio agio nelle vesti dell’interprete svampita. Insomma, un incastro sublime che punta a regalare momenti di puro candore pop.

I testi sono curati dal cantautore transalpino e da sua moglie, Amandine de la Richardière, e sfoggiano perlopiù un intenso omaggio al desiderio e all’attrazione, intesi come forze totalizzanti, incontrovertibili. Spadroneggiano un po' ovunque fitte scariche di erotismo naif (“Your hands on my cheeks/ My lips on your lips/ You're living the scene”) e ammiccanti fantasie (“My desire, out of hand/ Sexy poison/ I play all my tricks on your lips again /Love miracle/ Fly in the sky of passion/ Sensual addiction/ My tongue in the juice of sugar again”). Versi pungenti che si susseguono uno dietro l’altro con un'eleganza narrativa d'altri tempi, e alla quale si presta divinamente la persuasione sintetica di un sarto del battito caldo come il buon Sebastien (provate ad ascoltare i gemiti contenuti di "Saticula" e avrete un'idea ben chiara della faccenda). E non è un caso che lo stesso Tellier abbia dichiarato più volte di aver immaginato la von Teese come un pianeta che danza nell’universo. Un vero e proprio miraggio cosmico dal quale nascono le andature sbilenche ed eccitanti di “Parfum”, “My Lips On Your Lips” e dell’introduttiva “Sparkling Rain” - con il rimpianto genio di Minneapolis a fungere da faro - ciascuna munita di pulsazioni calibratissime e fumanti armonie a dir poco congeniali per i momenti di intensa passione e soprattutto per la calda stagione.

La von Teese inonda il proprio carisma sussurrando, provocando l'ascoltatore senza freni inibitori, confermandosi una novella Birkin invasata dal richiamo dei sensi, rapita come non mai dal proprio o(r)mone. Non mancano poi i tropicalismi surreali (“Dangerous Sky”), così come le spensieratezze melodiche con tanto di fischiettii e ritornelli propinati con il fascino dell'irresistibile sirena, tra risatine e ripetuti inviti a riunirsi alla focosa corte, quasi a voler ricreare un’ipotetica Belle Époque postmoderna (“Bird Of Prey”).
Certo, gli entusiasmi calano qui e là nei rari tratti meno disarmanti del lotto, come la marginale “Fevers And Candies”. Ma sono passaggi "a vuoto" trascurabili. In fin de conti, regna un'invidiabile leggerezza, posta sul piatto senza badare a intellettualismi di sorta.
“Dita Von Teese” è in sostanza un gioiellino pop che racchiude in sé tante perline dallo charme immutabile. Merce preziosa in questi tempi strampalati, nei quali la tradizione dell'erotismo più profondo sembra aver perso la propria spinta propulsiva.

(30/03/2018)

  • Tracklist
  1. Sparkling Rain
  2. Rendez-vous
  3. La vie est un jeu
  4. My lips on your lips
  5. Bird of Prey
  6. Parfum
  7. Fevers and Candles
  8. Saticula
  9. Dangerous Guy
  10. Porcelaine
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