Ex-Isles

Luxury Mass

2018 (Self Released /Dark Swoon) | avant-pop

C’è un recondito anfratto dell’animo umano, dove pochi audaci esploratori s’incuneano senza strapparne i bordi, anzi, sradicando paure e ossessioni per trasformarle in una qualsiasi forma d’arte. E’ questa forse una delle sfide più ardue che può incontrare un musicista, una fantasia proibita con la quale prima o poi gli artisti devono confrontarsi.
Peter Devlin (voce e chitarra) e James Joys (piano), dopo alcune saltuarie collaborazioni, hanno deciso di accettare la provocazione: il risultato è “Luxury Mass”, primo album del duo irlandese sotto la denominazione di Ex Isles (in precedenza i due hanno pubblicato un progetto a quattro mani intitolato “Devil, Repeat!”).

Con un orecchio alla poetica di David Sylvian e Antony Hegarty e una voce che evoca piacevolmente Scott Walker e John Grant, i due musicisti mettono in musica delle acute e amare riflessioni sulle ipocrisie del nazionalismo e sull’alienazione causata dal capitalismo, narrando  di anime erranti in cerca del calore e della sicurezza che offre un focolare, una casa.
Austero, al limite dell’essenziale, “Luxury Mass” varca i confini del chamber-pop con il passo sicuro di chi non teme di scottarsi con ardimentosi arrangiamenti e accordi armonici capaci di mettere in crisi più di un’interprete. Fortunatamente Peter Devlin non è solo dotato di un timbro baritonale e profondo, ma ha dalla sua anche la stessa versatilità dei cantanti di razza: ogni frase, ogni pausa è come un brivido che scuote l’anima, intrecciando ricordi, sogni e passioni.
Non è stato facile ottenere la giusta rarefazione sonora. Le prime registrazioni con Rocky O’Reilly erano intrise di un fascino naif che non rispecchiava del tutto le intenzioni di Devlin e Joys. I due musicisti hanno cominciato a rielaborare le canzoni aggiungendo alla voce e al piano piccoli inserti strumentali elettronici, sottraendo gran parte delle chitarre e lasciando infine il campo alla forza lirica del cantato.

L’immagine di copertina nasconde arcane e recondite chiavi di lettura: il bambino dal volto apparentemente giulivo che corre sulla sabbia trascinando una nave giocattolo, a uno sguardo meno fugace, svela tratti irreali. La finzione diventa realtà, mentre la linea nera che separa il titolo dell’album dal nome del gruppo sembra voler mettere a tacere chi in verità non può esprimersi.
Anche la musica, dalle sembianze spesso carezzevoli, nasconde stranianti interferenze sonore e linguistiche. Le melodie meste e quasi sottotono sono tanti messaggi affidati alle onde del mare in fragili bottiglie di vetro.

A volte sensuali, spesso malinconiche, le canzoni sembrano voler flirtare con la musica leggera senza averne mai l’inutile vanità degli arrangiamenti. Non è infatti strano scorgere tra le pieghe di “On The Linen; On The Skin” l’Elton John  dell’omonimo album del 1970. Come vecchi esperti illusionisti, gli Ex Isles invitano l’ascoltatore a seguirne le carezzevoli armonie, affidate a poche note di piano (”Arrival”), ma è un percorso in cui man mano scompare la luce per lasciar spazio al buio della disperazione, scandito con note sempre più grevi e solitarie (“Wednesday's Child”).
Le pur dilettevoli evoluzioni strumentali di “Blackened Shores” o le lucenti citazioni del miglior David Sylvian in “The Mourning Tide” non sono sufficienti per rendere “Luxury Mass” un album dal fascino istantaneo.

Per i due irlandesi la vera sfida è poter trasformare in musica anche le pause e i silenzi. Lo fanno spesso con l’ausilio di canzoni prive di trucchi ed effetti speciali (“The Visitor”, “Eye/Exile”), raggiungendo un climax emotivo per molti versi più affine all’arte cinematografica nel piccolo capolavoro di arrangiamento e scrittura di “Run To The Porcelain Hills”.
L’esordio degli Ex Isles è un manufatto da trattare con cura, un album che cresce ad ogni ascolto. Se il termine avant-pop ha un senso, è racchiuso in questi trentacinque minuti di pura estasi.

(26/02/2019)



  • Tracklist
  1. Blackened Shores
  2. Arrival
  3. The Mourning Tide
  4. Run To The Porcelain Hills
  5. Fallen
  6. Wednesday's Child
  7. Bellows
  8. On The Linen; On The Skin
  9. The Visitor
  10. Eye/Exile




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