Fabrizio Tavernelli

Infanti

2018 (Lo Scafandro) | songwriter, alt-rock

Loro sono le nostre vittime, messi al mondo per imparare le negazioni, le assenze, la chiusura di confini, le barriere, i muri, il filo spinato. Bambini a cui si nega la terra e il suo attraversamento, che saranno stranieri nello stesso luogo dove sono nati.

Con una lunga riflessione Fabrizio Tavernelli presentava così le sue nuove intenzioni discografiche sulla piattaforma di crowdfunding Musicraiser. Parole dure, che hanno tuttavia toccato il cuore di chi ha letto e accolto il suo appello, quasi raddoppiando il finanziamento richiesto in fase di sottoscrizione. Animatore di svariati progetti alternativi (En Manque D’Autre, AFA, Groove Safari), Tavernelli è giunto così al suo quarto album solista con un'opera capace di mescolare cantautorato e momenti più sperimentali, evocando in tal senso la realtà sfacettata non solo dei bambini nelle zone di guerra, ma anche dei grandi che osservano dal proprio televisore i loro sguardi impietriti. Il musicista mette infatti all'indice anche l'intrinseco voyeurismo delle persone che, per dirla come Giorgio Gaber, osservano le catastrofi con quel morboso "gusto della lacrima in primo piano".

Dal punto di vista strettamente musicale, "Infanti" è animato dalla esuberante voglia di Tavernelli di convogliare il proprio (importante) messaggio, un aspetto che si riflette in un disco difficilmente collocabile entro un genere musicale e forse, proprio per questo, arduo da assorbire in qualche suo segmento. L'eclettismo si palesa sin dalla opening track "Rinascere", che dapprima si addentra nei territori di una docile psichedelia per poi crescere di volume ed evolversi in una cavalcata alt-rock. La vena meno tradizionale è presente poi in brani come l'energico mantra dark-wave di "Ipocrisia così sia", gli arpeggi minacciosi di "L'incompiuta di Brendola" e il duro spoken word di "4 atti".

A metà del concept, viene strategicamente collocata la cover di Claudio Rocchi "Tutto quello che ho da dire", eseguita fedelmente all'originale con un ottimo risultato in termini di pathos e interpretazione. Sin qui risulta chiaro come ci sia molta serietà dietro al disco di Tavernelli, ma anche tanta (macabra) ironia: è questo il caso di "Messa in minore", divertissment corale in chiave barocca che sembra quasi farsi beffa dei numerosi casi di pedofilia avvenuti negli ambienti ecclesiastici. E infatti è proprio da qui, nella seconda metà del disco, che il cantautore affila la lama: dagli elettro-beat pulsanti di "Alchimia", allo psych-grunge di "Cadaveri squisiti" fino al nomen omen di "Esperimento di regressione" (puro rumorismo gotico), tutto sembra esplodere bellicosamente fino all'epifania della title track nel finale, che chiude delicatamente - come era iniziato - un disco che ha tutta l'aria di una amara riflessione. 

(05/02/2019)



  • Tracklist
  1. Rinascere
  2. Ipocrisia così sia
  3. Figlia di guerra
  4. Illuminami gli occhi
  5. L'incompiuta di Brendola
  6. 4 atti
  7. Finchè sono piccoli
  8. Tutto quello che ho da dire
  9. Messa in minore
  10. Alchimia
  11. Cadaveri squisiti
  12. Esperimento di regressione
  13. Infanti
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