Fantastic Negrito

Please Don't Be Dead

2018 (Blackball Universe, Inc) | blues-rock, soul, funk

Some people have said my music is “too bluesy for rock”, too rocking for blues, too soulful for this country, too funky for that country.
I don’t believe in genres, I believe in music; I don’t believe in countries, I believe in people.
Xavier Amin Dphrepaulezz, in arte Fantastic Negrito, ha avuto una vita travagliata. Da bambino, ottavo in una famiglia povera di 14 figli, era costretto a spacciare per sopravvivere, ma dopo aver ascoltato "Dirty Mind" di Prince rimase folgorato al punto di dedicarsi alla musica da autodidatta. Il suo esordio risale al 1996 sotto Interscope ("The X Factor"), ma un terribile incidente in macchina subito nel 1999 lo lasciò in coma per tre settimane, facendogli perdere il contratto con l'etichetta discografica.
Dopo un lungo e difficile periodo di riabilitazione, Xavier si è ritrovato a suonare in piccoli locali misconosciuti e a tornare allo spaccio per arrivare alla fine del mese, e nel 2007 è stato costretto a smettere nuovamente di suonare.

Solo nel 2014, a 18 anni di distanza dall'esordio, Xavier è tornato a suonare e a incidere, questa volta con un eccellente Ep omonimo a cui ha fatto seguito due anni dopo il fantastico full-length "The Last Days Of Oakland" (che ha vinto anche il Grammy come "miglior album blues contemporaneo"), probabilmente il suo lavoro migliore. Per Xavier è stata una rinascita, culminata quest'anno con "Please Don't Be Dead", ultima tappa del suo percorso artistico, autoprodotto nel suo studio privato a Oakland.

Il suo stile trae ispirazione con orgoglio nella musica nera, attingendo al blues del Delta, al rhythm'n'blues e al soul, con particolare predilezione per la melodia e per il sentimento di legame con le origini umili che accomunano tanto la sua infanzia quanto le comunità afroamericane (lui si definisce "black roots music for everyone"). Il piglio è reso trascinante da spunti funky, in cui riecheggia tutta l'influenza che Prince ha avuto su Xavier. Se già nei precedenti dischi l'artista ha mostrato un grande talento compositivo ed espressivo, "Please Don't Be Dead" lo conferma come uno dei migliori autori di questo decennio.

A livello tematico è un lavoro estremamente vissuto, che tocca soprattutto temi come l'emarginazione delle comunità nere, la tensione sociopolitica negli Stati Uniti e i "demoni" che avvolgono gli individui. Xavier canta in maniera struggente di censura, della dipendenza dalle droghe o dai farmaci, degli scontri a fuoco nei vicoli e nelle scuole. Nei testi si riflette la sua tragica esperienza personale, ma non si tratta di un monologo, bensì di un modo di esemplificare con la ragion vissuta le amarezze e le difficoltà che molte altre persone vivono tutt'oggi in un paese tanto vasto quanto ricco di contraddizioni.
I came up with the name Please Don’t Be Dead because I felt like we’d lost our way as a society and I know what happens when you chase the wrong things. It’s the story of my life.
Musicalmente è un album tanto variegato quanto intrigante. Si alternano riff catchy (già dal singolo d'apertura "Plastic Hamburgers", con una chitarra favolosa in cui rivivono i Led Zeppelin), hammond melodrammatici (spicca soprattutto "The Suit That Won't Come Off"), malinconiche ballate acustiche (lo psych-folk di "Dark Windows"), senza lesinare escursioni tra soul e gospel (fantastiche "A Letter To Fear" e "A Cold November Street"), hip-hop ("Transgender Biscuits") e funk (in primis "The Duffler"). Lo stile è fedele alle radici e alle origini del blues, ma vi aggiunge un personale tocco moderno.
A completare il tutto, non mancano attacchi più hard-blues, ma soprattutto a spiccare è l'interpretazione canora superlativa e cristallina di Xavier.

È un disco genuino e altamente espressivo, che porta con sé tutta la passione e l'energia della black music. A tutto diritto candidato fra i migliori lavori del 2018.
Take that bullshit and turn it into good shit.

(30/08/2018)



  • Tracklist
  1. Plastic Hamburgers
  2. Bad Guy Necessity
  3. A Letter To Fear
  4. A Boy Named Andrew
  5. Transgender Biscuits
  6. The Suit That Won't Come Off
  7. A Cold November Street
  8. The Duffler
  9. Dark Windows
  10. Never Give Up
  11. Bullshit Anthem




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