Franz Ferdinand

Always Ascending

2018 (Domino) | electro-pop-rock

Sono passati oltre quattro anni dalla pubblicazione del precedente disco dei Franz Ferdinand, ma la band di Glasgow non è certo stata ferma in questo periodo. Oltre ai moltissimi live in giro per il mondo, c'è stato il progetto FFS, realizzato con tre quarti della line-up di allora e i fratelli Mael degli Sparks, e successivamente un cambio piuttosto marcato della formazione stessa, poiché il chitarrista Nick McCarty è stato sostituito non solo con il pari ruolo Dino Bardot (già nei 1990s), ma anche con il polistrumentista Julian Corrie (titolare del progetto electropop Miaoux Miaoux).

Gli avvenimenti di cui sopra hanno inevitabilmente influenzato la natura di questo quinto album, non solo nel suono, ma anche nella struttura compositiva delle canzoni. Questi dieci brani, infatti, hanno un respiro più ampio sotto entrambi questi punti di vista. Il suono è molto più contaminato dall'elettronica rispetto al passato e mette in mostra molte più sfumature, varietà e cura dei dettagli, anche per quanto riguarda la parte ritmica; il songwriting gira sempre attorno alla forma-canzone classica, ma non vi aderisce mai completamente, presentando alcuni episodi nei quali strofa e ritornello sono solo una parte di tutto il discorso, e altri che somigliano più a dei veri e propri flussi di coscienza in melodia.

La melodia è, appunto, uno degli elementi-chiave per rendersi conto che, nonostante i descritti cambiamenti, ci si metterà solo qualche secondo a capire che si tratta comunque di un disco dei Franz Ferdinand, essendo il tocco melodico rimasto inalterato e, come sempre, risultando uno degli elementi che meglio caratterizza lo stile della band. Gli altri sono il timbro vocale inconfondibile di Alex Kapranos, la particolare interazione tra i ficcanti riff di chitarra e i groove ritmici dal gusto funky e arrangiamenti che puntano molto su freschezza e tiro. Queste caratteristiche sono ancora ben presenti qui, pertanto si può parlare di rinnovamento nella continuità.

L'ampliamento delle prospettive sonora e compositiva ha senza dubbio fatto bene alla band, non solo perché, come detto, c'è una maggior ricchezza di spunti e di idee, ma soprattutto perché, qualitativamente, il risultato è sempre all'altezza. Ogni canzone ha determinate caratteristiche che si fanno invariabilmente apprezzare e rendono l'ascolto del disco un'esperienza piena di diverse situazioni e stati d'animo. Ci si ritrova subito a battere il piede e a muovere la testa a tempo sull'iniziale title track, ci si lascia trasportare dal languido crescendo della successiva "Lazy Boy", si ondeggia piacevolmente nell'insieme tra le tastiere rinfrescanti e l'intreccio di linee vocali che caratterizza "Paper Cages", si apprezza col sorriso sulle labbra la carezza rotonda e armoniosa che è "The Academy Award", ci si perde altrettanto volentieri nell'enigmatico andamento di "Lois Lane", e così via.

Dopo tanti anni di carriera, i Franz Ferdinand sono sempre più in grado di mantenere gli aspetti fondamentali della propria cifra stilistica e allo stesso tempo andare incontro con profitto a un processo di cambiamento che non era mai stato così marcato. Il risultato è, ancora una volta, convincente, e porterà inevitabilmente la ormai ampia fanbase a divertirsi sia durante l'ascolto del disco che tra il sudore e l'adrenalina che si sprigioneranno sotto ai palchi.

(04/02/2018)



  • Tracklist
  1. Always Ascending
  2. Lazy Boy
  3. Paper Cages
  4. Finally
  5. The Academy Award
  6. Lois Lane
  7. Huck And Jim
  8. Glimpse Of Love
  9. Feel The Love Go
  10. Slow Don't Kill Me Slow






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