Front Line Assembly

WarMech

2018 (Artoffact Records) | electro industrial, downtempo, soundtrack

A cinque anni di distanza dal loro ultimo album in studio (una perla che risponde al nome di “Echogenetic”), i Front Line Assembly capitanati dal guru dell’industrial nordamericano Bill Leeb tornano con un disco strumentale di inediti: “WarMech”, dodici tracce (per un minutaggio di oltre settanta minuti) scritte appositamente per il videogioco AirMech Wastelands.
Per il combo canadese non si tratta della prima incursione nel mondo delle soundtrack videoludiche, già nel 2012 infatti era stato realizzato “Airmech” (per il primo capitolo della saga), un interessante diversivo che prendeva giustamente le distanze dalla materia cerebrale di estrazione Ebm/electro-industrial a cui i FLA ci avevano abituati fin dal lontano 1986.
In questo lavoro sono registrate le ultime composizioni scritte e prodotte anche da Jeremy Inkel, già membro dei Left Spine Down e poi entrato in pianta stabile nei FLA durante le registrazioni di “Artificial Soldier” (altro magnifico album uscito nel 2006). Jeremy si è spento lo scorso 11 gennaio a soli 34 anni di età, una perdita immensa per il gruppo e per tutta la scena musicale elettronica alternativa che da tempo seguiva questo bravo e talentuoso ragazzo.

Fin dal brano di apertura, “Mechvirus”, intuiamo la grande elasticità nel songwriting di questi musicisti: una melodia ariosa si incastra alla perfezione su un tessuto elettronico avvolgente, mentre il beat non nasconde mai la sua natura nevrotica e instabile. “Anthropod” è più oscura, è un presagio che si nutre di passaggi ambient alternati a una tensione apocalittica sempre presente.
I FLA alzano il tiro con “Heatmap” e “Meteorfall”, a tratti sincopate e velate da influenze dubstep (un po’ come alcune composizioni strumentali di Celldweller), ma è con “Force Carrier” e con la conclusiva “Creator” che viene rivelata tutta la carica drammatica del progetto, l’apice assoluto di un lavoro che non possiamo ridurre esclusivamente a una colonna sonora per un videogioco: “WarMech” infatti è molto di più, è il cyberpunk destrutturato e riproposto sotto prospettive diverse, anche per questo motivo mai come ora attendiamo fiduciosi un disco dei FLA che possa ampliare ulteriormente quanto già ascoltato con “Echogenetic” e con questa nuova creatura. Un pezzo come “Molotov” testimonia quanto detto, la base electro-industrial è sontuosa e si avverte solo la mancanza della voce di Bill Leeb per chiudere il cerchio.

La lunghezza media delle tracce si attesta sui cinque-sei minuti e permette ai vari brani di potersi evolvere di continuo, senza per forza fossilizzarsi in un esercizio di stile da tipica soundtrack cotta e mangiata. Il progetto di Vancouver ha messo l’anima al servizio della musica e si sente, perciò al di là del fatto che “WarMech” possa essere recepito come un disco di passaggio all’interno nella lunga carriera dei FLA, il mio invito è quello di ascoltare e assimilare con attenzione questo tassello targato 2018, l’ennesimo territorio elettronico firmato FLA da esplorare senza preconcetti. Un graditissimo ritorno.

(30/06/2018)

  • Tracklist
  1. Mechvirus
  2. Anthropod
  3. Heatmap
  4. The Imminent
  5. Force Carrier
  6. Meteorfall
  7. Molotov
  8. Rip Sensor
  9. The Eminent
  10. Mechanism
  11. Earthriser
  12. Creator
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