Gris-De-Lin

Sprung

2018 (B B * Island) | alt-pop

E’ sempre più arduo gestire quegli ambiti culturali che, come la musica, sono fonte di estasi e conforto cerebrale, la frenesia dei tempi correnti trasforma anche queste oasi in fonte di angoscia e tormento, spesso costringendoci a un approccio frettoloso, che inchioda al muro anche quella residua capacità d’analisi utile a separare il convenzionale dall’eccezionale. Ed è senza dubbio eccezionale, nel senso stretto e letterale di singolare o insolito, l’esordio della giovane musicista inglese Gris-De-Lin (Grey Linen se volete tradurlo dal celtico all’inglese), un album attraversato da un turbamento emotivo che affascina e seduce, costringendo l’incauto ascoltatore a ripetuti e incessanti ascolti, al fine di catturarne l’essenza.

Lei viene da Bridport un paese della contea di Dorset, ed è cresciuta ascoltando i dischi della madre (Joni Mitchell, Kate Bush) coltivando una passione per quei cantautori abili nel catturare in rima lo spirito di un luogo o del tempo (Nick Cave, David Bowie e Tom Waits), restando altresì turbata e stimolata da Sonic Youth, Fugazi, Can, Talking Heads e Mogwai, senza restare immune al fascino dell’hip-hop (Miss Elliott) e del ritmo (Fela Kuti). In teoria è quasi impossibile offrire una sintesi di queste influenze senza piombare nel caos, avendo poi nel curriculum anche una serie di interessanti collaborazioni (Duke Spirit, Tunng, Gemma Ray), diventa ancor più problematico inquadrare il profilo artistico di Gris-De-Lin, ma per fortuna tutto è molto più semplice di quanto appaia ad un primo approccio.
L’elemento primario di “Sprung” è l’etica punk del DIY che coinvolge non solo la creazione dei brani ma anche la realizzazione dei video, nei quali la De-Lin si cala in un mondo al limite del fiabesco tra pupazzi di pezza, che come voyeur la spiano mentre passeggia con dei tacchi alti nei boschi portando con sé una grancassa, prima di raccogliersi tutti insieme sotto un albero secolare per ascoltare il suono della batteria (la title track).
Album dallo spirito avventuroso, “Sprung” è stato registrato in una scuola materna con Chris Hamilton (Torres, Kite Base) e Rob Ellis (PJ Harvey, Anna Calvi), pronti a catturare il fascino crossover di molte canzoni come “The Kick”, quest’ultima introdotta da note di sax in chiave jazz-afro per poi trasmutarsi in un insolito boogie-rock dall’incessante cambio di ritmo e armonia.

E’ una formula musicale ricca e composta, quella della musicista di Bridgeport (contea di Dorset), con elementi folk e rock che si incrociano in possenti strutture sonore ricche di elementi melodici, con un suono che evoca due regine della musica al femminile come PJ Harvey  e Kate Bush, come la già citata title track che potrebbe uscire sia dalle pagine di “Hounds Of Love” che da quelle di “To Bring You My Love”. Un disco capace di trasportare l’ascoltatore  in un mondo musicale parallelo, “Sprung”, tra fraseggi acustici e glitch elettronici che sottolineano l’istintiva forza pop di “Birthday”, prima di addolcirne il finale con flussi chamber-pop sorretti da ritmi elettro-pop; che dire poi della poesia futurista di “Marching Band”, una ballata ricca di inventiva, introdotta dalle sonorità vintage di un organetto (“Russian Korg”) e da un rumore sinistro, prima di esplodere in un mosaico di dolcezze e ribellione perfettamente incastonato.
Ed è proprio questo equilibrio tra inventiva melodica e sonorità aggressive che trascina l'album fuori dalle secche della prevedibilità, mettendo in fila una serie di pregevoli esemplari di art-pop, tra folk tribali e quasi afrobeat (“Your Ghost”), accenni di musica da camera (“Reprise”) post-rock a base di blues e dark (“Dead Wife”, “I'm The King”), completando il quadro con l’eccellente “Muhammad Ali”, un brano che in tre minuti condensa tutte le influenze succitate, raccontando la vera storia di un vagabondo che dopo aver abusivamente occupato per una notte il vecchio appartamento della musicista, le lasciò in ricordo dei vestiti e un biglietto d’auguri con su scritto Muhammad Ali.

Eccentrico ed energico, l’art-pop di “Sprung” è stimolante, ricco di spunti, a tratti difficile da mettere a fuoco, ma se siete in cerca di un antidoto alla banalità, questo disco fa per voi.

(21/06/2018)



  • Tracklist
  1. Your Ghost
  2. Birthday
  3. The Kick
  4. Muhammad Ali
  5. Sprung
  6. Reprise
  7. Dead Wife
  8. Russian Korg
  9. Marching Band
  10. I'm The King
  11. Underground
  




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