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Grid Of Points

2018 (Kranky) | ethereal-wave, songwriter

Nel processo di riduzione all’essenziale che va avanti ormai da qualche anno e che, nel 2014, aveva prodotto il mediocre “Ruins”, la creatura di Liz Harris trova nuovi spiragli verso la nudità dell’anima, un luogo indeterminato che, in forma sonora, si traduce in minimali figure di piano, voci dilatate e impalpabili sfumature di celestiale trasporto.

Scritto e registrato quattro anni fa in appena una settimana e mezzo, durante un soggiorno in quel di Ucross, Wyoming, “Grid Of Points” è attraversato da una profonda malinconia e, a conti fatti, sembra più un taccuino di appunti personalissimi che un dispaccio sonoro teso a comunicare sensazioni ed emozioni a un ipotetico pubblico. Nei sette brani che compongono la scaletta, tutto è giocato sulla fragilità dell’esecuzione e sull’incanto di un suono etereo che si riverbera senza particolari picchi e, diciamolo, con un altissimo tasso di noia.

Dal piccolo corale quasi liturgico che apre il disco (“The Races”) fino alle trame rarefatte e ai field-recordings di “Breathing”, questi ventuno minuti scarsi di musica portano con sé l’istantanea di un’artista evidentemente alla ricerca di nuova linfa vitale e, quindi, ancora impantanata con il ripetersi di tessiture monocromatiche (“Parking Lot”), capaci, qua e là, di restituire qualche suggestione classicheggiante (“Driving”, “Blouse”) o di mimare un’estasi a buon mercato (“Thanksgiving Song”), ma mai di spingerci veramente in profondità.

Di questi tempi, pubblicare dischi così privi di spessore è davvero un delitto.

(05/05/2018)

  • Tracklist
  1. The Races 
  2. Parking Lot 
  3. Driving 
  4. Thanksgiving Song 
  5. Birthday Song 
  6. Blouse 
  7. Breathing
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