Jean-Luc Guionnet & Daichi Yoshikawa

Intervivos

2018 (Empty Editions) | avanguardia elettroacustica

Partita a rilento, ma con le migliori premesse, la piccola etichetta indipendente Empty Editions ha base a Berlino ma è stata concepita a Hong Kong dall'omonima galleria d'arte: la mission è di dedicarsi specificamente alle fruttuose intersezioni tra arti visive e sonore, pubblicando su vinile sonorità singolari e difficilmente catalogabili.
La prima pubblicazione, firmata dal polistrumentista Eli Keszler (“Last Signs Of Speed”), risale a oltre un anno fa, nonostante siano già stati annunciati due prossime uscite che comprendono il duo David Grubbs/Taku Unami e il secondo album del progetto XT (Seymour Wright e Paul Abbott, due habitué del Cafe Oto di Londra).

Con il binomio franco-giapponese di Jean-Luc Guionnet (sassofono) e Daichi Yoshikawa (elettronica) la label si avventura con decisione nel territorio dell’avanguardia elettroacustica più intransigente: una zona espressiva negletta, raggiungibile solo previo abbandono di qualunque background stilistico, sconfinando nella ricerca utopica di un suono puro e totalizzante. Il primo fu tra gli allievi di Iannis Xenakis, oltre ad aver intrattenuto dialoghi free impro a livello internazionale, il secondo ha invece partecipato ai workshop di Eddie Prevost (AMM) e David Toop: entrambi si sono dunque formati con pratiche e modalità di ascolto non convenzionali, che nelle sessioni di “Intervivos” vengono canalizzate verso la creazione di un lancinante unisono drone-noise; sorgenti diverse applicate al sondamento di toni continui, onde corte, feedback e oscillazioni microtonali derivate da un’esecuzione condotta all’estremo, senza mezze misure.

È uno di quegli ascolti che fa stare scomodi sulla sedia, e che dal vivo possono bloccare il respiro e conseguentemente raggelare il sangue. Guionnet dà una prova impressionante di resistenza e controllo sul sax, mentre a Yoshikawa va il merito di una pratica simbiotica che negli acuti più vertiginosi giunge a confondere la sorgente strumentale e quella analogica.
Negli oltre quaranta minuti dell’Lp – un tour de force in senso assoluto – la strenuità degli esecutori porta il suono a conformarsi in un corpo solido monolitico e inaggirabile, una presenza sonora drammatica seppure a-descrittiva che, una volta affrontata, esige e richiama con forza una completa attenzione.

(01/01/2018)

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