Hekate

Totentanz

2018 (Prophecy Productions) | neofolk, neoclassical, post-industrial

Gli Hekate prendono il loro nome dalla dea greca della negromanzia e degli spettri, la divinità capace di fare da tramite tra il mondo degli uomini, quello degli dei e il regno dei morti. La band tedesca è nata nel 1991 e, da allora, è dedita a un neofolk atipico che incamera musica neoclassica e medievale, unita a sonorità elettroniche post-industriali. Il nuovo album uscito per Prophecy Productions si intitola “Totentanz” e conferma la bontà e l’originalità della proposta di un gruppo capace di spaziare dal folk apocalittico di “Lost And Broken” alla ballata gotica della title track, cantata dalla voce suadente di Susanne Grosche.

Il loro nuovo lavoro è sicuramente il migliore dai tempi di “Goddess” (2004) e arriva dopo ben sette anni dal precedente “Die Welt Der Dunklen Gärten” (2011), mostrando una notevole maturità e una buona capacità di dosare riferimenti letterari e iconografici in un ricco ma coerente mosaico emozionale. Ad esempio, “Mondnacht” è un testo estrapolato da un poema dello scrittore romantico prussiano Joseph Von Eichendorff, mentre la litografia di Franz Stassen (artista tedesco vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento) utilizzata per l’artwork ben illustra lo spirito di un album che cavalca le tensioni apocalittiche di un dark-folk con venature neoclassiche: un sound che oscilla dal un neofolk teutonico alla Darkwood (e ai più classici Sol Invictus) alle atmosfere neoclassiche degli svedesi Arcana.

La “danza macabra” degli Hekate sembra affetta da un dualismo costitutivo. In brani come “Lost And Broken”, “Mondnacht” e “Luzifer Morgenstern” si sente l’influenza di un classico dark-folk tedesco alla Forseti, con la voce di Axel Menz che si staglia con piglio altero e solenne. In episodi come la medievaleggiante “Spring of Life”, invece, si guarda quasi verso i primi In the Nursery. Più in generale nella seconda parte dell’album prevale un’atmosfera più eterea e avvolgente, che evoca i fantasmi di un mondo ormai perduto.
Ovviamente, non mancano ispirati momenti marziali come nell’intro dell’album, in “Old King”, o nell’avvolgente "Embrace The Light", con i suoi ipnotici tamburi che si ergono su uno sfondo dark-ambient elettronico dal sapore ancestrale. Qui è sempre la voce della Grosche a traghettare l’ascoltatore verso mondi altri, in una danza adatta alla fine dei tempi.

Nel panorama neofolk di area tedesca, gli Hekate continuano a essere una garanzia, capaci come sono di tratteggiare magnifici affreschi sonori in cui osservare il crollo delle certezze e delle gerarchie del nostro presente.

(21/06/2018)



  • Tracklist
  1. The Old King 
  2. Lost And Broken 
  3. Mondnacht 
  4. Luzifer Morgenstern 
  5. Ascension Day 
  6. Totentanz 
  7. Spring Of Life 
  8. Embrace Of Light 
  9. Desire 
  10. Am Meere 
  11. Ich Bin Euch Gut - Der Kalte Schnitter 
  12. Etü In G-Moll/The Old King 
  13. Der Prem 
  14. Lebenszeit 
  15. Another Loversong
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