Hiro Kone

Pure Expenditure

2018 (Dais Records) | experimental techno, noise, ambient

Se per caso durante lo scorso agosto vi foste trovati nella capitale tedesca per il consueto appuntamento con il Berlin Atonal, forse vi sareste imbattuti nel live di Nicky Mao in arte Hiro Kone, artista newyorkese invitata a questa celebre rassegna per presentare il suo secondo lavoro sulla lunga distanza, “Pure Expenditure”. Il disco segna il passaggio di Hiro Kone dalla Geographic North (label che ha rilasciato l’esordio “Love Is The Capital”) alla tentacolare Dais Records, etichetta in grande crescita capace ormai di spaziare tra sonorità darkwave, industrial e persino di stampo technoide.
Il titolo dell’album si riferisce a una liberazione di energia superiore al dovuto, un concept che indaga sulle modalità e sull’assorbimento di tali vibrazioni: tradotto in musica, riusciamo a seguire ancora meglio questo passaggio, attraverso sette tracce in qualche modo tutte connesse tra loro.

Se “Holobiont” funge da pura introduzione, è con la magnetica title track che il disco entra nel vivo, offrendoci squarci di elettronica ossessiva e ridondante che pulsano sui fili dell’alta tensione, una scarica di circolare e ipnotica sperimentazione.
“Scotch Yoke (Parts I & II)” è un brano più oscuro ed elaborato, un crescendo emozionale che sfocia in un tappeto ambient di britannica memoria, come se dietro le sapienti idee di Hiro Kone ci fosse l’ombra della Warp Records. Il beat viene (momentaneamente) accantonato anche all’inizio della successiva “Poortgebouw”, il pezzo più cinematico del lotto, una finestra che si apre verso scenari metropolitani legati a un prossimo futuro. Meno intrigante risulta invece la successiva “Outside The Axion”, l’anello debole di una catena che riprende quota immediatamente dopo con le vibrazioni Idm di “Disoccupation Of The Sphere”, un passaggio che mostra una certa sensibilità noir all’interno del progetto, allacciandosi proprio alle derive cinematografiche di cui sopra.
Chiude degnamente il cerchio “Truth That Silence Alone”, forse eccessivamente breve (solo quattro minuti) rispetto alle intenzioni: una canzone cupa e sinistra, permeata da sentori dark-techno di natura cerebrale, il rituale con cui Hiro Kone ci accompagna fuori da questo tunnel di notevole intensità.

“Pure Expenditure” è un album che si può apprezzare maggiormente durante un ascolto notturno in cuffia, immaginando paesaggi urbani in cui si muovono strane ombre non identificate. Un rilascio costante di energia che crea fantasmi, incubi e illusioni all’interno di un universo ipertecnologico, un pattern spettrale che lancia segnali molto incoraggianti per l’immediato futuro di questa brava e raffinata artista che, di recente, ha collaborato anche con Drew McDowall (Coil).

(15/09/2018)

  • Tracklist
  1. Holobiont 
  2. Pure Expenditure
  3. Scotch Yoke Pt. I & II 
  4. Poortgebouw 
  5. Outside The Axiom
  6. Disoccupation Of The Sphere 
  7. Truth That Silence Alone
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