Jessica 6

The Eliot Sessions

2018 (Parkside) | electro-dance

Inutile reiterare le difficoltà che incontra l'artista indipendente nella giungla dell'era digitale. Inutile quindi raccontare nuovamente passo per passo la lunga e travagliata storia di Nomi Ruiz, talentuosa newyorkese con ormai quindici anni di attività alle spalle - la maggior parte dei quali faticosamente conquistati grazie a un tenace fai-da-te, dal momento che l'industria discografica fino ad oggi le ha principalmente causato solo disguidi e disaccordi. Sta di fatto che sotto al nome Jessica 6 - moniker per il quale è forse più conosciuta a spasso per il globo - la ragazza sta continuando a tirare fuori lavori affascinanti: affreschi dance dal forte stampo elettronico, nei quali la forza redentoria delle liriche e la sensualità carnale delle interpretazioni non hanno paura a far affiorare i graffi dell'anima e i lividi sulle ginocchia.

Esattamente come il precedente Ep "The Capricorn", le otto tracce di "The Eliot Sessions" spumeggiano come una boccata d'ossigeno marino, e portano pure finalmente in superficie qualche vecchia chicca nascosta. "The Storm Inside", per dire, girava inedita sin dai tempi di "See The Light" almeno, ma solo quest'anno ha ricevuto un collocamento ufficiale e un videoclip di contorno - ed è uno dei pezzi più belli dell'anno a mani basse, oltre cinque minuti di tropical-dance spazzata da desertiche ventate chill e un songwriting di rara intensità emotiva. C'è poi posto per la scalpitante "Bad Thing", ai tempi un inedito duetto col cantante greco Sakis Rouvas, che oggi viene presentata dalla sola Nomi con un'ansimante carica erotica che le scoppia nel petto. Fa capolino pure "Dance For Love", elegante e sinuosa traccia uscita l'anno scorso per celebrare il mese del Pride.

Il resto non fa che riportare sui nostri schermi il meglio del marchio Jessica 6; pezzi sboccati e tracotanti, quali un'ironica "Ridiculous" quasi da ballroom, o anche la ben più amara "Get Loaded", si aggrovigliano su vischiose trame di synth e squadrati pattern di piano elettrico, mentre "Body Talk" salta indietro senza vergogna agli immarcescibili anni 80. Anche "Drunk On Your Love" impiega per un attimo degli effettini di tastiera talmente anni 80 che nemmeno Sinitta e Mel & Kim, ma il pezzo è piuttosto una lenta e implorante jam con quel filo di tristezza ricamatoci sopra come certe vecchie ballate di Madonna. E a completare il quadretto dell'introspezione ci pensa "Do You Love Me", con quel tocco di synth in aria coldwave e la melodia che ondeggia nella penombra di una mente sola e indifesa.

Ancora una volta le canzoni di Jessica 6 giungono alle nostre orecchie ben impacchettate e forti di un'ottima simbiosi tra dance, pop e produzioni snelle ma sempre à-la page. Pezzi come questi potrebbero tranquillamente passare in radio durante un'afosa serata d'estate, o inondare la sudata pista da ballo di un club di periferia - le vellutate interpretazioni vocali di Nomi cangiano con convinzione dalla sensualità alla maliconia, mostrando un'energia schietta e metropolitana che non perde mai d'eleganza. Certo, l'andazzo generale dell'industria e delle mode al momento non sembra proprio in suo favore, ed è un peccato perché nonostante il suo pubblico sia composto da una nicchia alquanto ristretta, il marchio Jessica 6 è più fresco e vitale che mai. Fino a che non sarà lei a rompersi le scatole, noi di certo non smetteremo di seguirla.

(11/11/2018)



  • Tracklist
  1. The Storm Inside
  2. Bad Thing
  3. Get Loaded
  4. Ridiculous
  5. Body Talk
  6. Do You Love Me
  7. Drunk On Your Love
  8. Dance For Love


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