Jessica Moss

Entanglement

2018 (Constellation) | experimental, post-rock

Componenti elementari della materia, oggetti geometrici dotati di alcune caratteristiche peculiari come l’auto-somiglianza o auto-similarità: particelle, frattali, forme musicali quasi matematiche che si sono impossessate dell’anima di Jessica Moss.
Atto terzo della carriera solista, “Entanglement” è non solo frutto della sensibilità e delle molteplici esperienze musicali della violinista canadese, in primis Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra e Black Ox Orkestar e a seguire le collaborazioni con Vic Chesnutt, Arcade Fire e Carla Bozulich, ma è soprattutto l’album dell’emancipazione dallo strumento-base, che ancor più che in passato lascia spazio a una sintesi espressiva post-classica e post-elettronica.

Diversamente da “Pools Of Light”, il nuovo album della violinista fa a meno di alcune influenze etno-folk, concentrando maggiormente l’attenzione su una dinamica più psicologica, profonda.
Distillato di note dall’aspetto enigmatico e sfuggente, il terzo album della musicista della scuderia Constellation è non solo ambizioso e coraggioso, ma fortemente intuitivo ed energico nei suoi primi 22 minuti di lucide intuizioni avantgarde e minimaliste (“Particles”), lasciate poi decantare su un soliloquio di drone-music e voci, che scivola su note geometricamente precise e perfette, lentamente scompaginate da un flusso armonico irrequieto, nebuloso.
Ancora una volta Jessica Moss utilizza gli spazi vuoti, le pause, le incertezze, per incantare l’ascoltatore con evoluzioni liriche monocromatiche di rara bellezza, il violino tratteggia, ricama, avvolge, svelando infine la particolare genesi del brano: non più le asettiche pareti di uno studio di registrazione, ma luoghi aperti dove intercettare le reazioni del pubblico.

“Fractals”, divisa in quattro movimenti, occupa la seconda parte: violino e voce sono al centro della scena sonora, le progressioni armoniche sono più vivide, le atmosfere sono meno indefinite, le ombre diventano immagini (“Truth 1”), il sussurro del violino diventa parola (“Truth 2”), la voce diventa anch’essa un suono da mandare in loop sotto una coltre di delicatezze estatiche (“Truth 3”), fino all’apoteosi armonica del quarto movimento (“Truth 4”), che affida a un romanticismo d’antan la perfetta chiosa di un disco che evolve la figura di Jessica Moss verso uno status artistico autonomo e non più propedeutico al glorioso passato con i Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra.

(11/11/2018)



  • Tracklist
  1. Particles
  2. Fractals (Truth 1)
  3. Fractals (Truth 2)
  4. Fractals (Truth 3)
  5. Fractals (Truth 4)


Jessica Moss su OndaRock
Recensioni

JESSICA MOSS

Pools Of Light

(2017 - Constellation)
Un'altra pagina coraggiosa e intensa dal catalogo Constellation

Jessica Moss on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.