John Maus

Addendum

2018 (Ribbon Music) | post-punk, synth-pop, darkwave

"Addendum": un'aggiunta a “Screen Memories”, l'album del 2017 con cui John Maus ha interrotto nel migliore dei modi il lungo silenzio musicale. Frutto delle medesime ispirate session del predecessore, "Addendum" inizialmente viene concepito come extra nell'antologia retrospettiva pubblicata ad aprile 2018 e subito andata sold-out: una soluzione che non rende giustizia, tanto che si opterà per la pubblicazione indipendente il mese successivo. Scelta sacrosanta, poiché "Addendum" non è affatto il "fratello minore" o la raccolta di outtake di “Screen Memories” e nemmeno un "A Collection of Rarities and Previously Unreleased Material" parte II: è un disco con una identità netta e tratti distintivi molto interessanti.
 
"Screen Memories" è una sequenza retro-synth di scenari oscuri spesso tendenti al gotico, vedi le falciatrici letali di "Teenage Witch": persone scomparse, cuccioli destinati a misera fine e fantasmi aleggianti su campi di battaglia; il tutto avvolto da nozioni filosofiche e concetti alti che hanno reso Maus la voce per eccellenza dell'avant-pop apocalittico. In "Addendum" morte e immagini inquietanti lasciano spazio a contesti sempre criptici ma più irriverenti, persino a decifrabili scorci biografici.
La "Sezione Bizzarro" è degnamente rappresentata da cassonetti per bambini ("Dumpster Baby") e raffiche di "Sexy, Sexy, Sexy, 1987, 1987, 1987, AK-47". Mentre se la vostra legittima curiosità vi spinge a voler sapere qualcosa di più su questo affascinante e misterioso outsider, ecco alcuni spunti interessanti: "Other Space" ci annuncia l'arrivo di "Mr. Money Bags, Mr. Brand New Shoes, Mr. I Am A God" e di alcuni capisaldi della sua poetica come il Medioevo (poi protagonista assoluto del brano "Middle Ages") e l'Universo. Molto significativa "Privacy", sull'indole schiva e solitaria del nostro:
Happy alone
No one i know
Or think that they know
What I'm all about
In "Running Man" Maus confessa di essere un soggetto sempre in movimento ed è impossibile smentirlo: sei anni di vuoto discografico passati a scrivere, prendere lauree in filosofia, costruire sintetizzatori e forgiare un'aurea di arista d'avanguardia e di culto. In quest'intervista a Live On KEXP ammette che il periodo di latitanza è durato quanto un weekend. E sembra sincero. Inoltre, proseguendo nell'ascolto di "Addendum" alcuni versi si fanno ancora più significativi: "Forever is Now, Always Forward" dichiara nel finale di "I Want To Live" e un' esclamazione del genere, detta da lui, potrebbe essere tranquillamente il suo manifesto. Ovvio: siamo sempre nel mondo di John Maus e tutto va preso con le dovute precauzioni. Eppure, in quest'oscuro universo qualche segnale chiaro è stato captato.
 
Musicalmente, "Addendum" possiede la magia di ogni lavoro dell'autore del Minnesota: pochi secondi e si è subito catturati dall'atmosfera, dai ritmi, dai suoni e dalle parole. Siamo dinanzi a una collezione di colonne sonore per fiabe dark. La voce effettata rimanda a una sorta di Ian Curtis proveniente da una galassia lontana e fosca; i sintetizzatori arrivano più immediati, spesso sognanti come in "Dumpster Baby" e soprattutto nella successiva "Episode": uno dei momenti più immediati e trascinanti del disco insieme a "Figure It Out". "Mind The Droves" è nei territori più post-punk, parimenti le scorie nefaste di "Screen Memories" si palesano in "Second Death".
La doppietta finale "1987" e "I Want To Live" - un ripescaggio più restyling di due brani datati 2003 - porta l'opera verso un gran finale.
 
Con "Addendum" John Maus si conferma una delle voci più originali del panorama musicale, mostrando tutta la bellezza di una mostruosa creatività fuori dagli schemi. Ora che il silenzio è stato interrotto e le pubblicazioni si affermano costanti e qualitativamente alte, viene spontaneo sperare in un terzo capitolo.

(29/06/2018)

  • Tracklist
  1. Outer Space
  2. Dumpster Baby
  3. Episode
  4. Drinking Song
  5. Figured It Out
  6. Middle Ages
  7. Mind the Droves
  8. Privacy
  9. Running Man
  10. Second Death
  11. 1987
  12. I Want to Live


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