Josh Rouse

Love In The Modern Age

2018 (Yep Roc) | pop, songwriter

Spirito libero, baciato da una momentanea notorietà nel 2003, Josh Rouse ha tenacemente salvaguardato il proprio profilo di cantautore versatile, sempre pronto a gettarsi con candore nelle gioie della contaminazione.
In vent’anni di carriera discografica ha incrociato il pop, il soul e la musica latina senza mai cedere in personalità e stile, sacrificando in parte anche il successo conquistato con anni di vita on the road.

E’ rimasto ben poco delle sonorità degli esordi, soprattutto perché Rouse ha privilegiato la scrittura, inseguendo più la raffinata semplicità di James Taylor o la poliedricità di Paul Simon. Con “Love In The Modern Age” il musicista compie un’ulteriore modifica estetica, abdicando non solo le atmosfere latine ma anche le matrici più folk-pop.
Sono i Prefab Sprout, gli Aztec Camera e i Dream Academy i nuovi modelli creativi del cantautore del Nebraska, deciso ad abbracciare con un piglio piacevolmente retrò le gioie del pop inglese.

Alla volontà di rimettersi in gioco, corrisponde anche una serie di canzoni più ispirate, è infatti dai tempi di “The Happiness Waltz” che l’autore non mette insieme un numero di brani degni del passato, ma nello stesso tempo la scelta stilistica rischia di deludere non poco i fan del musicista.
Peccato, perché nonostante i testi non proprio brillanti, “Love In The Modern Age” ha dalla sua un paio di brani che non sfigurerebbero nel repertorio dei Prefab Sprout (“Ordinary People, Ordinary Lives”, “Businessman”), mentre la title track, tra assolo di sax e timbri più caldi e notturni, riporta alla mente i Blue Nile di “Hats”.

Non tutto scorre con la stessa vitalità, alcune tracce non lasciano il segno (“I’m Your Man”), e il tentativo di abbracciare le pulsioni disco-soul di “Salton Sea” non brilla per originalità. Più incisivo e piacevolmente ruffiano il pop-soul di “Women And The Wind”, mentre per i nostalgici c’è da trastullarsi con le cadenze pop-folk alla Tom Petty di “Tropic Moon”, le lievi inflessioni jazz di “Hugs And Kisses” e con le più classiche sonorità da songwriter di “There Was A Time”.

Per chi era in attesa dell’ennesimo replay di “1972”, il nuovo album di Josh Rouse suonerà come un piccolo tradimento, ma tra tanti cantautori tristi e sconsolati, trovare qualcuno disposto a regalarci un sorriso è cosa ormai rara, se poi tutto è fatto con stile e personalità, diventa perfino facile perdonare piccole cadute di stile, causate da un uso non sempre ben calibrato dell’elettronica.
“Love In The Modern Age” è un album comunque destinato a dividere in due le opinioni del pubblico, quest’ultimo nettamente diviso tra coloro che apprezzeranno il cambiamento e chi griderà allo scandalo per le disturbanti sonorità synth-pop, ma ancora una volta sono le canzoni a fare la differenza.

(12/05/2018)



  • Tracklist
  1. Salton Sea
  2. Ordinary People, Ordinary Lives
  3. Love In The Modern Age
  4. Businessman
  5. Women And The Wind
  6. Tropic Moon
  7. I'm Your Man
  8. Hugs And Kisses
  9. There Was A Time


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