Kode9 - Burial

Fabriclive 100

2018 (Fabric) | footwork, juke, experimental

Uno scatto apparso su Instagram: Steve Goodman dietro la maschera e William Bevan a viso aperto. Un’istantanea che mostra un Burial sereno, felice, mentre Kode9 gli concede la "scena", nascondendosi dietro le note sembianze dell’amato samurai. E’ l’annuncio di una nuova collaborazione, che li porterà prima da Mary Jane Hobbs e poi a chiudere la serie Fabriclive. Bbc Radio 6 ringrazia e diffonde un primo assaggio di smanie jungle e post-dubstep, con tracce di Jlin, Organ, Speedy J, Dj Lag e dulcis in fundo Sophie, frullate tra una pausa trance e l’altra, segnalando una visione d’insieme al solito espansa e ben sincronizzata. E’ il preludio all’appuntamento più atteso. La degna chiusura di una serie che ha regalato tanto, tantissimo al clubbing, e non solo; inaugurata nel 2001 da quel camaleonte di James Lavelle, e proseguita negli anni dai vari Bugz in the Attic, James Murphy, Pat Mahoney, Simian Mobile Disco, e gran parte del gotha underground.

Ciò che ha reso miliare l’intera operazione, è l’abilità di unire una libera esplorazione ritmica, in grado di strizzare l’occhio al futuro, e un artigianato molto più vicino alle inclinazioni del passato. Un modo di intendere la cultura rave scevro da laccature di sorta. Regna uno sguardo decisamente allargato. Del resto, il vecchio e caro Fabric è sempre rimasto fedele al proprio ideale di indipendenza. Basti pensare alle parole del fondatore Keith Reilly spiaccicate sul sito ufficiale del locale situato a Charterhouse Street, a nord della City: “Volevamo che cadessero dal cielo come chicchi di grandine sui filistei musicali che cercavano di distorcere ciò che stavamo facendo nelle forme più svariate. Volevo vendere tutto sul nostro sito web, come se fossero nastri di rave autorizzati”.

Tuttavia, stavolta non siamo dinanzi a semplici chicchi di grandine caduti dal cielo, bensì a una vera e propria tempesta con mulinelli capaci di spazzare via tutto. Il centesimo e ultimo appuntamento è un mix totalizzante. I due pionieri di quella cosa chiamata dubstep si conoscono fin troppo bene, si (r)aggirano tra una battuta e l’altra, tra un vocina deformata e un’accelerazione improvvisa, una storpiatura melodica e una quiete surreale, frantumandosi in una danza hardcore che proprio non t’aspetti, o quasi. D'altronde, Burial non è affatto nuovo a soluzioni di questo tipo, e una traccia come “Temple Sleeper”, sganciata tre anni fa con la Keysound degli amici Dusk e Blackdown, è molto più di un indizio circa il suo palese amore per certa garage dei Novanta.

“Fabriclive 100” è un remix esoterico e globale. Africa, Cina, Giappone, Sudamerica, Stati Uniti e il Vecchio Continente. Juke a secchiate e footwork come se piovesse. Slanci Gqom e soste ambient. Magnetismo dubstep con tracce di Cooly J e sua maestà Scratcha DVA (alter ego di Dj Scratcha) in compagnia di Clara La San, quest'ultima ricalibrata in primis da Dj Phil, altro animatore footwork e dintorni proveniente dalla vecchia Chicago. Nel mezzo della faccenda, tra una piroetta e una sassata, una bordata dub e una virata electro, spuntano anche pezzi di Ben Frost (nel remix di Jlin), Luke Slater e Vladislav Delay. Al centro del piatto, dopo una bella smanacciata jungle, sale in cattedra “Spy”, tratta dall’ultimo lavoro di Mr. Fingers, rielaborata da Goodman con la consueta nevrosi, pochi minuti prima che la bellissima “Let It Go” dell’indimenticabile Dj Rashad  trovi sacrosanto omaggio in un estratto celere, ma dai mille brividi. Ci pensa poi Bevan a rilanciare un mood drum and bass tornato in auge da un pezzo (e in fondo mai svanito), proponendo alla sua maniera “Fallen” degli Ontheground.

E’ un continuum di capriole e variazioni ritmiche, talvolta miste a partiture acid-techno, come “Polyphonic Raid”, chicca del ’95 prodotta dai Genecom, progetto all’epoca curato dai nobili Adam Beyer e Peter Benisch. Momenti che confermano la sopracitata attitudine di amalgamare tendenze e direzioni. Mentre in coda sale nuovamene in cattedra il richiamo della migliore “tradizione” footwork, con “Wicked'Bu” di RP Boo spedita in orbita, a chiudere un cerchio grandissimo e praticamente perfetto.
Più che un sincero mix d’addio, “Fabriclive 100” è il manifesto di un ciclo tutt’altro che terminato. E potrebbe rappresentare anche l’inizio di una nuova stagione elettronica, quantomeno il principio di un ennesimo sodalizio a dir poco conturbante.

(01/10/2018)

  • Tracklist
  1. Untitled – Untitled 
  2. Klein - Hurry 
  3. Cooly G - Magnetic [Hyperdub] 
  4. Julz Da Deejay - Deaths Effect 
  5. Roman Rodney - Triple Beat
  6. TLC Fam - Skim Sam (dbn dance)
  7. Nazar - Konvoy 
  8. Lechuga Zafiro - Agua y Puerta
  9. Hyph11e - Black Pepper (Tzusing Remix)
  10. LukeSlater- ICanCompleteYou
  11. Virgin - B9 
  12. Nut-E-1 - Underwater Fireworks 
  13. David Hykes - Rainbow Voice 
  14. Jungle Buddha - Drug Me 
  15. Black Acid - Black Acid 
  16. Vladislav Delay - Otan Osaa
  17. DJ Spinn - Make Me Hot 
  18. Mr Fingers - Spy (Kode9 Remix) 
  19. Scratcha DVA feat. Clara Le San - Pink 33 (DJ Phil Remix)
  20. DJ Tre - A House Hybrid 
  21. TEDDMAN - Baby 
  22. DJ Rashad - Let It Go
  23. ONTHEGROUND - Fallen 
  24. Intense - The Quickening 
  25. Genecom - Polyphonic Raid 
  26. Clementine - The Opening
  27. Victim Rebirth - Metamesonyxtia Narkogyra 
  28. Friends Lovers & Family - The Lift 
  29. AK1200 feat. Junior Reid - Junior’s Tune (Digital Remix) 
  30. OKZharp & Manthe Ribane - Treasure Erasure 
  31. Ben Frost - Ionia (Jlin Remix) 
  32. DJ Taye - Nu Summer Shit [unreleased] / Babyfather - Prolific Deamons 
  33. Jacob’s Optical Stairway - Solar Feelings (Claude Young’s Kyoto Soul Dub) 
  34. Proc Fiskal - Dishwashing 
  35. DJ Chap - Brujeria 
  36. DJ Tre - A Hammond Jam 
  37. RP Boo - Wicked‘Bu
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