Kotiomkin

Lo albicocco al curaro (Decameron 666)

2018 (Subsound Records) | soundtrack, stoner

L’abbandono del chitarrista Davide Di Biagio dopo la pubblicazione del precedente "Squartami Tutta" (2016) poteva essere - per le aspirazioni degli abruzzesi Kotiomkin - il canto del cigno o il motivo per cambiare e rilanciarsi in modo differente. Grazie alla volontà del bassista Enzo P. Zeder e del batterista Gianni Narcisi, la storia di una delle principali band contemporanee dedite alla riscoperta delle tipiche soundtrack dei film di genere italiani continua ancora nel 2018.

Non deve essere stato facile per Zeder diventare il fulcro di un sound che, pur privo dell’energia della chitarra elettrica, riesce - grazie al miglioramento tecnico e all’aggiunta del sintetizzatore - a essere credibile e coinvolgente, cogliendo le atmosfere dei film anni 70 italiani di genere, con dosi massicce di violenza stoner accompagnata da una tipica ironia italiana (vedi il titolo che si rifà alla scena del primo film di Fantozzi in cui il ragioniere più famoso d’Italia è costretto a inseguire la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare su un treno per dirle il nome dell’assassino del romanzo giallo “L’albicocco al curaro”).

La scomparsa della chitarra non è quindi il capolinea per i Kotiomkin, ma è anzi un nuovo inizio, costringendo Zeder alla ricerca di nuove soluzioni che si manifestano per esempio nei dieci minuti di “Vilan Chesserton”, dal lento andamento post-rock che ricorda moltissimo alcuni brani dei Mogwai, per poi acquistare potenza nella seconda parte e chiudersi con una terza dove Zeder crea atmosfere oscure col sintetizzatore. Anche il finale “Satanasso ‘protettore’ delle donne” è debordante di sintetizzatori per arrivare alla classica sfuriata stoner e finire in un breve loop di synth.

Divertente l’idea di creare un colonna sonora immaginaria di un film a metà tra giallo e horror, ambientato nel medioevo del Decameron boccaccesco (da qui il sottotitolo "Decameron 666"), con omicidi (“Fatal Commestio”), viaggi all’Inferno (“Sexy Averno”) e scene da convento con ricordi dei racconti di Pietro Aretino (“Metti lo diavolo ne lo convento”). Ancora una volta i Kotiomkin si confermano appassionati fedeli dei film di genere anni 70, non tanto dei poliziotteschi che hanno già i loro cultori nei Calibro 35, ma di generi diversi, dalla commedia all’horror, con una personalità e un’interpretazione che li rende unici nella scena italiana contemporanea.

(05/01/2019)



  • Tracklist
  1. Fatal commestio
  2. Sexy averno
  3. Metti lo diavolo ne lo convento
  4. Vilan Chesserton
  5. Satanasso "protettore" delle donne


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