Lebanon Hanover

Let Them Be Alien

2018 (Fabrika Records) | darkwave, coldwave, post-punk

Il duo formato da Larissa Iceglass e William Maybelline ha sempre incarnato un autentico spirito darkwave trasposto nell'angoscia degli anni Dieci del nuovo Millennio. Nati nel 2010 come una reazione necessaria alla decadenza del mondo moderno, i Lebanon Hanover hanno fatto di un sound immediato, quanto sprezzante delle mode, una tagliente punta di diamante isolazionista. Portandosi dietro fantasmi sospesi tra gli anni Venti e la coldwave dei primi Ottanta, il loro sodalizio è rimasto sempre fedele a se stesso e al suo romanticismo oltranzista.
Cosa aspettarsi dal nuovo album del duo? "Let Them Be Alien" esce per Fabrika Records e conferma come l'inossidabile estetica dei due artisti sia ben consolidata e non abbia bisogno di cambiare formula. L'alchimia tra l'artista svizzera e il suo collega inglese trova qui, nel contraltare tra l'algida, melanconica voce della Iceglass e l'oscuro canto baritonale di Maybelline, un perfetto equilibrio esistenziale.

La purezza senza contaminazioni di un suono darkwave trasforma il furore post-punk in una linea chiara quanto essenziale, che guarda sia ai Cure di "Seventeen Seconds" e "Faith", sia alla meno conosciuta scena minimal e coldwave di gruppi come Kas Product, Guerre Froide e Absolute Body Control. Proprio i riferimenti più carbonari e meno conosciuti dal grande pubblico, almeno al di fuori dei paesi del Nord Europa, fanno sì che la musica dei Lebanon Hanover sia essenzialmente consigliata a cultori della materia e non certo adatta a un pubblico generalista e superficiale.
Rispetto all'eclettico furore techno/Ebm della recente prova solista di William Maybelline (con il suo pseudonimo Qual), "Let Them Be Alien" è molto più tradizionale e legato a un suono wave/post-punk. In "Alien" troviamo classiche reminiscenze dei Cure-periodo dark, mentre brani come "Kiss Me Until My Lips Fall Off", "True Romantics" e "Petals", cantati da un Maybelline in piena forma, non nascondono riferimenti ai Joy Division e ai primi New Order. L'anima più elettronica del duo, quella più virata al versante minimal/coldwave, ha il suo spazio nell'album con la veloce "Du Scrollst" e la paleo-Ebm "Ebenholz", entrambe cantate in tedesco da Larissa Iceglass. Se chiudete gli occhi, non vi sarà difficile immaginare gli orsi polari evocati dai Grauzone in "Eisbaer".

Tra i fantasmi dell'espressionismo tedesco e la moda al tempo della repubblica di Weimar, colpisce come i Lebanon Hanover abbiano una forte presa su un presente di cui colgono il sentimento profondo di tristezza e disillusione. Del resto, certi stati d'animo sembrano impermeabili allo scorrere del tempo e alcuni stilemi tornano periodicamente a cavalcare le onde. Dark del nuovo millennio, l'estetica è questa: prendere o lasciare.

(12/04/2018)



  • Tracklist
  1. Alien
  2. Gravity Sucks
  3. Kiss Me Until My Lips Fall Off
  4. My Favorite Black Cat
  5. Lavender Fields
  6. Du Scrollst
  7. True Romantics
  8. The Silent Choir
  9. Ebenholz
  10. Petals


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