Legend Of The Seagullmen

Legend Of The Seagullmen

2018 (Dine Alone) | progressive metal

La prima apparizione targata Legend Of The Seagullmen, mediante i singoli “The Deep Sea Diver” e “Ships Wreck” del 2014, sembrò un fugace divertissement destinato a non avere seguito. Perché chi ce li vedeva musi duri della scena metal come Brent Hinds (deus ex machina dei Mastodon) e Danny Carey (motore ritmico dei Tool) assecondare le fantasie su divinità metà uomo e metà gabbiano del misterioso vocalist David "The Doctor" Dreyer – mente fanciullesca di questo progetto a cui lavora, tra musica e film, dal 2010 – per più di un paio di pezzi? E invece, quattro anni dopo, ecco qua un Lp eponimo e pacchi di merchandising degni di una grande produzione – se non si disdegna un po’ di sano kitsch, l’anello a forma di testa di gabbiano non è male - pronti a distruggere ogni certezza. Ad accompagnare i succitati tre ci sono Pete Griffin dei Dethklok e gli animatori Jimmy Hayward e Chris Digiovanni.

Cantata con un fare guascone proprio soltanto di certo epic metal, l’opening track “We Are The Seagullmen” è il portale per un mondo strampalato fatto di mitologia marinaresca, creature fantastiche, pirati non troppo eroici e chi più ne ha più ne metta. Cazzute e violente come chi le interpreta, “The Fogger” e “The Orca” sono cavalcate power metal tirate e dirette che svelano inequivocabile il retaggio di Carey e Hinds. Più evolutive e varie nella proposta dei suoni, “Curse Of The Red Tide” e “Rise Of The Giant” mostrano chiare intenzioni progressive, che manco a farlo apposta ne fanno gli episodi più interessanti del disco.
La chiusura affidata alla vecchia “Ballad Of The Deep Sea Diver” è invece il momento più cinematografico; viene qui chiamato in causa l’ovvio Morricone, ma i fiati incalzanti della seconda metà del brano tradiscono divertiti riferimenti alla colonna sonora di Klaus Badelt per “Pirates Of The Caribbean”.

“The Legend Of The Seagullmen” non è certamente un disco da consumare o uno di quelli che finiranno nelle classifiche di fine anno - men che meno tra quelle dei metallari - ma è un ascolto divertente che ha il grande pregio, spesso latitante anche tra le produzioni metal meno credibili, di non prendersi troppo sul serio. 

(27/02/2018)

  • Tracklist
  1. We Are The Seagullmen
  2. The Fogger
  3. Shipswreck
  4. Curse Of The Red Tide
  5. Legend Of The Seagullmen
  6. The Orca
  7. Rise Of The Giant
  8. Ballad Of The Deep Sea Diver


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