Liziuz

Geschichten des Lebens

2018 (Hospital Productions) | elettronica, techno

Il nichilismo algido e sotterraneo di casa Fernow ci consegna un nuovo e misterioso producer: Liziuz. Un cane sciolto proveniente da Berlino con diversi set alle spalle, o meglio un lupo solitario, a ben vedere dalle poche immagini rilasciate che lo ritraggono mentre cammina in una foresta cupa e desolante. Di certo, Liziuz è un producer dalle velleità ben definite, coraggioso nel presentarsi in pista per la prima volta con un’unica traccia da ben cinquantuno minuti proposta in due versioni, di cui la seconda prettamente techno.

“Geschichten des Lebens”, ovvero “storie di vita”, per l'occasione trip interiori proiettati elettricamente nei vari strati di una suite che raccoglie moltissimo: droni analogici, field recordings, trame elettroacustiche, trombe, piano preparato e sezioni techno. Dunque, c’è un vasto armamentario ai controlli che Liziuz sfrutta per alimentare una mescola del tutto personale, il più delle volte mediante una trattazione stralunata di quello che resta della techno music nella sua accezione più scellerata, con soluzioni prossime alle decelerazioni meccaniche di Andy Stott e ai tetri isolamenti in salsa ambient di Rrose; il tutto tra improvvisi stop&go, con tanto di bordate selvagge che appaiono e scompaiono come un fantasma nell’ombra, prima che una chitarra acustica filtrata entri in scena per allietare uno sconforto immanente.

Nell'open track, "Interaction Personnelle (Ambient Version)", spuntano echi cosmici e frattaglie modulari poste qui e là, tra un dirottamento e l'altro. Mentre in "Transformation Personnelle (Techno Version)" a suonare la carica è un'accelerazione ritmica acidissima, alla stregua di un Phase Fatale o di un Silent Servant in assetto rave.
In sostanza, ciò che differenzia Liziuz da tutta la cricca berlinese, è la capacità di buttarsi a capofitto un po' ovunque, come la sterzata folcloristica con tamburelli e lattine posta a tre quarti del secondo movimento; una stangata che anticipa i vari cambi di passo e le sconnessioni nel finale, alternate a loro volta in una danza meccanica che si esaurisce lemme lemme, come una flebile fiamma al buio.

“Geschichten des Lebens” è un esordio decisamente singolare, ben distante dalle produzioni fotocopia in salsetta techno concettuale che spuntano come funghi e in maniera incessante dalla “calda” Berlino. Un nome da tenere d'occhio e un disco che si colloca dritto tra le prime prove elettroniche più atipiche dell’anno, o giù di lì. 

(26/04/2018)

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.