Luton

Black Box Animals

2018 (Settled Scores, LLC) | modern classical, ambient

L’inedito progetto di Attilio Novellino e Roberto P. Siguera è una formidabile cura contro i ricorrenti sintomi dell’esterofilia. In tempi recentissimi ero tornato a chiedermi chi avrebbe aperto la strada a un’efficace intersezione tra la composizione ambient/drone e la pervasiva ondata neoclassica degli ultimi anni. L’esordio a nome Luton del duo italiano fornisce risposte sempre più convincenti in questo senso, accompagnando alla sensibilità atmosferica un non comune gusto per l’arrangiamento cameristico.

Frutto di varie sessioni di registrazione effettuate lo scorso anno in giro per l’Europa, “Black Box Animals” è un diario di bordo emozionale che sembra restituirci una mappatura di paesaggi in rovina: un volo d’uccello su città fantasma e civiltà perdute, attraversate dal ruggito del sottosuolo e da frammenti di melodie senza tempo, evocate dalle tessiture della Luton Sinfonietta (archi, percussioni, fiati classici e ottoni) come dal misurato utilizzo di zither, chitarre acustiche ed elettriche, effect pedals e archetto elettronico.
Nel complesso si tratta di un sound densamente stratificato che rende tributo al pianismo in sordina del Nils Frahm di “Felt” (“Ice Museum”) come alle più delicate partiture del compianto Jóhann Jóhannsson (“Archipelago”). L’impronta di Novellino si avverte chiaramente nelle coloriture e modificazioni elettroniche, tra field recordings, loop instabili (“Night Avalanche”) e intermezzi ambientali.

L’estrema cura negli arrangiamenti fa sì che la ricchezza di questi contrappunti strumentali non sfoci mai in un abuso fine a se stesso: le linee melanconiche di una tromba o l’incedere sincopato di un fagotto sono dosati con parsimonia entro uno scenario in continuo mutamento, sempre armonico eppure irrequieto, quasi intrinsecamente incapace di trattenersi a lungo su uno stesso scorcio. “Black Box Animals” è un canto della terra pervaso di desolazione e dedicato alla memoria di ciò che è andato perduto, la cui dignità rimane tuttavia immune alla scelleratezza dell’azione umana.

(19/04/2018)

  • Tracklist
  1. Mount Kenya Imperial
  2. Spectres of Mark
  3. Södermalm Phantom Cab
  4. Eternal Now
  5. Black Concrete
  6. Archipelago
  7. Night Avalanche
  8. Elk Talk
  9. Submergence
  10. Ice Museum
  11. Silent Fireworks


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