Machweo

Primitive Music

2018 (Lefse) | electronic, free-jazz, ambient

In questi ultimi anni il conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna sta sfornando talenti musicali, votati alla ricerca e alla sperimentazione, che fanno breccia nel cuore di etichette discografiche estere, soprattutto oltreoceano. Si pensi, tanto per fare un nome, a Caterina Barbieri, che ha fatto innamorare il demiurgo di Important Records e Cassauna, John Brien.
Di questa schiera fa sicuramente parte anche il ventiseienne Giorgio Spedicato, allievo del corso accademico di musica elettronica e artefice del progetto Machweo, notato dalla Lefse Records di Portland, Oregon, che annovera nel suo catalogo uscite a nome Neon Indian (di cui nel 2009 ha pubblicato l'esordio “Psychic Chasms”), Woodsman, How To Dress Well, A Classic Education e Youth Lagoon.

“Primitive Music” è il titolo programmatico del terzo album di Machweo, che segue il debutto “Leaving Home” (2013) e “Musica da festa” (2016), usciti entrambi per la milanese Flying Kids Records. Dopo aver esplorato i sentieri dell'ambient contaminata dall'Idm (“Leaving Home”) e della dance italiana anni 90 (“Musica da festa”), Spedicato si reinventa, mette su una vera e propria band, con Dario Martorana alla chitarra, Antonio Rapa alla batteria e Marco Vecchio al sassofono, dipinge il suo volto e quello dei sodali con colori vividi e si perde nella foresta per celebrare il ciclo generatore della Natura.

Una parabola, la sua, che ricorda da vicino quella del polimorfo James Holden, che nel 2017 ha spiazzato il suo pubblico con “The Animal Spirits”, album alimentato da una lampante vocazione world-jazz. E proprio l'ex-alfiere del djing ha acclamato su Twitter il video di “Chant”, apripista di “Primitive Music” e traccia che si dipana tra iniziali echi degli estatici Popol Vuh di “Hosianna Mantra”, fiati lussuriosi à-la Archie Shepp e campionamenti vocali frammentati. La seguente “Subtle” è in balìa di una febbre ancestrale che aumenta con l'incedere di percussioni incontrollabili e sax incantatore, medicata sul finale da squarci kosmische aperti dalle incursioni sintetiche di Spedicato.

Il quarto mondo affrescato con vorticose e ossessive pennellate free-jazz sulla tela elettronica formata da “Encelado” e “A Dance” divampa in una travolgente esplosione psichedelica, nei cui bagliori si ravvisano sprazzi della furia lisergica targata “In Zaire”.
Dai resti della deflagrazione si auto-genera il “Rituale” conclusivo di “Primitive Music”, celebrato a tre voci su un robusto tappeto alt-rock di chitarra, batteria e marimba. Sullo sfondo, l'immancabile sassofono di Vecchio detta legge fino all'ultimo.

(05/03/2018)



  • Tracklist
  1. Chant
  2. Subtle
  3. Encelado
  4. A Dance
  5. Rituale




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