Major Murphy

No 1

2018 (Winspear) | aor, power-pop

Per l’industria discografica gli anni 70 hanno significato soprattutto espansione del mercato e aumento delle vendite. Con album che superavano i venti milioni di pezzi venduti e con la diffusione sempre più capillare dell’alta fedeltà, in quegli anni la musica pop entrava definitivamente in tutte le case. Mentre la disco music si trasformava definitivamente in un prodotto pop di massa, nasceva anche l’Aor o meglio ancora il pop-rock da Fm, un genere che assecondava alle regole delle radio le valenze più complesse e impegnate della musica rock.
Ed è proprio al fascino e al successo delle radio-rock che John A. Alonzo dedicò il suo famoso film “FM”( nella colonna sonora l’indimenticabile title track degli Steely Dan), in un periodo che per noi italiani coincise anche con l’avvento delle radio libere, le quali stravolsero non poco le abitudini del pubblico.

Quando nel 2013 Jacob Bullard assunse il nome di Major Murphy, carpendolo da un libro di uno scienziato informatico francese (Jacques Vallee), l’ex-membro degli americani Care, aveva già in mente la creazione di una vera e propria band che assecondasse la sua passione per quella stagione d’oro del rock radio-friendly.
Il trio del Michigan ha impiegato tre anni per mettere a punto l’atteso esordio “No 1”, un album che prova a catturare lo spirito dei 70’s, sposandone fino in fondo le logiche estetiche e quindi accantonando le sonorità più dirette dei primi due Ep.
In questo piccolo diario delle proprie influenze artistiche, Jacob Bullard, Jacki Warren e Brian Voortman non si fanno mancare nulla - canzoncine mainstream memori dei fasti dei Beatles  (la title track), ballate Aor in perfetto stile Foreigner (“One Day”) e brani più grintosi e bluesy (“Radi-Yum”) - facendo scorrere in maniera ineccepibile dieci canzoni armonicamente amabili, a volte lievemente dissonanti nella loro pur lineare struttura tipicamente pop.

Innegabilmente “No 1” centra l’obiettivo, mettendo in fila John Lennon, Patti Smith e Tom Petty, quindi adagiandoli con cura su di un piano sonoro volutamente confortevole, forse più affine alle gesta di gruppi come Rembrandts e Velvet Crush.
Un pizzico di beat (“Who Will Be”), un leggero tocco più cantautorale (“My C.C. Blues”), accenni baroque-pop (“Step Out”, “Jesus”), delicatezze West Coast (”Mary”) e un’iniezione di energia rock’n’roll (“Lisa, Robbi, And Me”) garantiscono comunque all’esordio dei Major Murphy una varietà alquanto stimolante.

Se non siete amanti dell’Aor e del pop-rock, difficilmente “No 1” entrerà nella vostra lista d’ascolti. Per tutti gli altri queste dieci canzoni del trio americano potrebbero rivelarsi una piacevole sorpresa, convincendo molti a tirar fuori dallo scaffale tutti quei dischi mainstream amati e ascoltati per anni, prima di  essere nascosti tra una ristampa di Bob Dylan e un disco di outtake dei Can.

(31/05/2018)



  • Tracklist
  1. No. 1
  2. Who I Will Be
  3. Mary
  4. Radi-Yum
  5. My C.C. Blues
  6. Step Out
  7. One Day
  8. Jesus
  9. When I Go Out
  10. Lisa, Robbi, And Me 




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