Matt Baber

Suite For Piano And Electronics

2018 (Bad Elephant Music) | ambient

Ogni qualvolta intercetto un album di piano-solo, sensazioni contrastanti si insinuano nelle mie riflessioni, ponendomi di fronte all’eterna dicotomia tra avanguardia e facile ascolto. In verità, tra il minimalismo di La Monte Young e la musica da sottofondo di Stephen Schlaks c’è un panorama ampio e variegato, che offre spazio agli effluvi prog-rock in stile Emerson Lake & Palmer/Rick Wakeman, alle intuizioni jazz di Keith Jarrett et similia, al vibrante ragtime di Scott Joplin e ovviamente ai moderni musicisti neoclassici.

Già membro della band prog-Canterbury Sanguine Hum ed ex-componente della Joff Winks Band, Matt Baber, con il suo album “Suite For Piano And Electronics”, non solo si colloca in un piacevole limbo stilistico tra Steve Reich e Keith Emerson, ma introduce con eleganza alcune interessanti contaminazioni provenienti dall’elettronica di Aphex Twin e dei Boards Of Canada, ferma restando una sensibilità quasi neoclassica che tiene salde le varie influenze, regalandoci una delle piccole sorprese dell’anno in corso.

Pubblicato dall’interessante e sempre dinamica etichetta Bad Elephant Music, il secondo album solista di Matt Baber (seguito del lontano esordio del 2013 “Outskirts” e di una serie di cd autoprodotti e distribuiti solo ad amici e parenti) è un compendio ricco e suggestivo del percorso artistico del musicista inglese, che dopo aver intrapreso la carriera come batterista, ha sviluppato un’attitudine onnivora che, da potenziale multistrumentista, lo ha poi visto scegliere piano e tastiere elettroniche come mezzo espressivo primario.

“Suite For Piano And Electronics” non tralascia nessuna delle possibilità stilistiche sopracitate, lasciando all’abilità tecnica e compositiva di Matt la chiave di volta per la creazione di uno stile personale ed emotivamente coinvolgente. Improvvisazione e intuizione melodica vanno di pari passo, senza mai cedere il passo alla banalità e al manierismo, lambendo l’intensità poetica del miglior Sakamoto (“Part Six”, “Part Five”), assorbendo con classe e originalità le moderne tribolazioni dell’elettronica (“Part One”).
Anche le inevitabili attinenze con classica (“Part Two”) e jazz (l’eccellente“Part Ten”) non suonano prevedibili, anzi mettono in luce un tocco vibrante ed energico, che è quantomeno inusuale se paragonato ai moderni pianisti neoclassici. La musica scorre con una scioltezza che incanta e seduce con intelligenza, a volte l’estrosità più tipica del progressive fa piacevolmente capolino (“Part Seven” introdotta da un suggestivo disturbo elettronico), mentre il minimalismo si sposa con atmosfere quasi surreali (“Part Three”).

Nel frattempo la mai invadente componente elettronica modula i tempi ritmici di fughe pianistiche di rara bellezza (“Part Four”), affidando comunque al creativo eclettismo dell’autore una serie di stati d’animo policromi, graziati da un intenso lirismo (“Part Eight”). Fluido come lo scorrere di un fiume, rigoglioso eppur essenziale, lo stile pianistico di Matt gode di una fisicità coinvolgente, le intromissioni elettroniche hanno il pregio di attivare molte delle dieci tracce senza mai sovrastarne l’evoluzione minimalista e melodicamente rigorosa, donando infine all’album una fruibilità inaspettata.
Un progetto come “Suite For Piano And Electronics” meriterebbe un trattato critico più aulico e forse tecnicamente complesso, ma l’autenticità e la naturalezza della musica di Matt Baber più che delle parole necessità di un ascolto, perché nessuna elaborazione linguistica forbita potrà veramente catturarne l’essenza. La mia personale ammirazione per il musicista di  Oxfordshire non nasce infatti dalle paventate premesse stilistiche di questo progetto, quanto dalla vivida e coinvolgente bellezza di questi dieci piccoli gioiellini strumentali.

Se negli ultimi anni avete evitato accuratamente l’ascolto di album per piano-solo, a causa della giustificabile paura di trovarvi al cospetto di volgari e banali digressioni timbriche, o per il timore di non reggere estenuanti soliloqui privi di autenticità, preparatevi a un’esperienza gratificante che vi riconcilierà con il fascino di uno strumento dalle infinite possibilità espressive.

(13/07/2018)



  • Tracklist
  1. Part One 
  2. Part Two 
  3. Part Three 
  4. Part Four 
  5. Part Five 
  6. Part Six 
  7. Part Seven 
  8. Part Eight 
  9. Part Nine 
  10. Part Ten 


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