Matt Dorrien

In The Key Of Grey

2018 (Mama Bird Recording Co) | songwriter

Mentre sfogliavo la lista degli artisti presenti nel catalogo della Mama Bird, già dispensatrice di interessanti produzioni a nome di Courtney Marie Andrews, Haley Heynderickx, Vikesh Kapoor, Faustina Masigat e Barna Howard, un nuovo acquisto della casa discografica di Portland ha catturato la mia attenzione: si trattava di Matt Dorrien, ed è subito stato amore a prima vista, anzi a primo ascolto.

“In The Key Of Grey” è il primo disco pubblicato sotto il nome di Matt Dorrien, avendo l’artista utilizzato per i due precedenti album il moniker di Snowblind Traveler (“Lost On The North Hill” del 2013 , “Confederate Burial”  del 2014). Dietro questo outing artistico c’è un leggero cambio di registro: l’estetica country e folk è ormai un ricordo, Matt lascia fluire le pulsioni più intimiste e malinconiche, abbracciando le sonorità da music-hall e la poetica di Harry Nilsson e Brian Wilson, ma più di tutti il vero punto di riferimento è Randy Newman.
C’è più di un motivo per citare il geniale compositore e cantante di Los Angeles tra le fonti d’ispirazione. Non è la prevalenza del piano l’elemento che assimila Matt a Randy Newman, quello che li accomuna è il disincanto con il quale i due artisti discorrono dell’uomo comune, del middle-class-man.

Le sfumature di grigio della copertina e l’immagine di Matt con alle spalle un piano verticale non sono casuali. Alla sobrietà della foto corrisponde una musicalità riflessiva che in parte annulla la gradevole prevedibilità delle due prove discografiche a nome Snowblind Traveler.
“In The Key Of Grey” è un album privo di trucchi e sofisticherie inutili, le canzoni scorrono con una grazia e un’atmosfera che profuma di locali fumosi e complicati intrecci amorosi.

Matt Dorien racconta di amori perduti con un linguaggio diretto e semplice, eppur poetico e mai sdolcinato: “Baby mi sento perso senza di te, da ora in poi sarò sempre triste, berrò dalla notte all’alba, aspettando che tu torni a casa” (“Baby I’m So Lost”); “Dove abbiamo sbagliato, come è potuto finire in questo modo, non ricordo, tutto l’amore che abbiamo condiviso, come è potuto dissolversi  come il sole a dicembre” (“I Can’t Remember”); “Penso a te tutto il tempo, mentre tutto il resto scivola via, sei la cosa migliore della mia vita, questo è tutto quello che volevo dirti” (“All I Wanted To Say”).
Tanta genuinità farà forse sorridere, ma il romanticismo di Matt Dorrien è intenso e mai banale, brani come “I Can’t Remember” e “All I Wanted To Say” hanno il tocco del classico d’antan: canzoni che ti ritrovi a cantare come se fossero già parte dei tuoi ricordi, melodie dal fascino evergreen che si rinnova ad ogni ascolto.

La dimensione artistica di Matt Dorrien è un po’ fuori dal tempo, alla maniera di Randy Newman e Harry Nilsson il musicista gioca con il blues (“Pretty Little Thing”, “Dayton, Ohio – 1983”), il musical di Broadway (“Baby I'm So Lost”) e la canzone popolare (“Underwater Blues”), con una grazia e una naturalezza lirica che incantano (“Wishin' These Blue Skies Were Grey”).
“In The Key Of Grey” è un album atipico. Sono infatti ben pochi i cantautori che si misurano con il piano, ben consapevoli che la sfida richiede una scrittura più solida e intensa, qualità che Matt Dorrien dimostra di possedere e gestire con classe e discrezione.

(21/01/2019)



  • Tracklist
  1. Baby I'm So Lost
  2. Underwater Blues
  3. I Can't Remember
  4. Pretty Little Thing
  5. All I Wanted To Say
  6. Maybe This Time
  7. Dayton, Ohio - 1983
  8. Mister Pour Another
  9. The Discontented Rag
  10. Wishin' These Blue Skies Were Grey




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