Moon Gangs

Earth Loop

2018 (Village Green) | techno, ambient-techno

I primi esperimenti a nome Moon Gangs il tastierista bristoliano Will Young li mette in atto a metà 2011, quando la compagine dei BEAK> dell’ingegner Geoff Barrow ha da poco stupito il microcosmo dei fan dei Portishead col primo album “BEAK>” (2009) ed è in procinto di fare altrettanto con “>>” (2012), prima di dedicarsi a tempo pieno alle colonne sonore. In “Earth Loop” Young si situa sempre nel solco dei Jarre, dei Vangelis, dei Carpenter, non dimenticando di timbrare il cartellino del revival dei corrieri cosmici tedeschi.

L’operina comincia e finisce con un’idea intrigante, degna di un gioiellino della new age, “The Start” e “The End”, un’invocazione arabeggiante distorta cullata da droni galattici e mortiferi, e poi rifratta in un paesaggio sonoro di puri echi. Poi rimangono solo idee un tantino gratuite. Viene in mente Paul Haslinger ad ascoltare sitar e tabla elettronici in “Second Run”, e poi la sua girandola techno su droni da cattedrale gotica. Lo scampanio di “The Terminal” e il caleidoscopio di “Labda” provano a ritagliarsi un posto nei rave cosmici di Model 500. Appena più profonda, “Sea Circles” apre un altro fronte, impressionista anziché sensazionalista, un adagio di amplissime pennellate di sintetizzatori, come fossero accordi scanditi in un quartetto d’archi di Pachelbel. Ma è un fronte non connesso col resto, isolato più che isolazionista.

Elettronica vecchia scuola ormai in disarmo (sfacciato il minimal-techno Kraftwerk-iano di “Tempel 1”), abbellita da notevoli quinte di suono, frequenze basse niente male, e anche un tiro dance a metà via tra la tergiversazione e l’ipnosi subliminale. Pur non privo qua e là di pagine suggestive, specie dove lavora per sottrazione anziché con la voglia di stupire, rimane una raccolta innocua di piccoli preludi, un ravanar e un crogiolarsi tra spunti senza quegli sbocchi progressivi e quelle locomotive ritmiche che il singolo “Sea/Sky” (2012) e l’Ep “Moon Gangs” (2014) facevano avvertire. Si distingue, comunque, dalla stereotipata canonicità retromaniaca per un’insolita nota di musica etnica, pur solo timidamente acquarellata.

(12/05/2018)

  • Tracklist
  1. The Start
  2. Second Run
  3. The Terminal
  4. Lambda
  5. Familiar Machines
  6. Sea Circles
  7. Tempel 1
  8. The End
Moon Gangs on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.