Mutestare

A Violet Wind

2018 (Vulpiano Records) | ambient, kosmische musik, experimental

Progetto del musicista portoghese Miguel Pereira, Mutestare è un luogo dell’anima dove s’incrociano le smisurate tensioni trascendentali che da sempre assediano la psiche dell’uomo e quel desiderio di indagare gli antri più inaccessibili della Terra che, per lo stesso, costituiscono una sfida altrettanto affascinante. “A Violet Wind”, questo il titolo del suo disco d’esordio edito dalla Vulpiano Records, si abbevera, così, sia alla fonte dell’ambient più elegiaca che a quella della musica cosmica tedesca. Tuttavia, per dare più consistenza a certe sfumature liriche, finisce per intingere il suo pennello anche nelle tavolozze della progressive-electronic e del folk.

Costruito intorno alla storia di un ragazzo che, dopo aver sognato un omuncolo dorato, vive alcune esperienze fantastiche, cade addormentato in un bosco e viene, quindi, raggiunto dagli alieni che se lo portano via, il disco si apre con la panoramica ouverture di “The Golden Homunculous” che, senza soluzione di continuità, sfocia nelle luminescenze radiose di “First Hour Of The Morning - The Machine Revs Up”, le cui melodie cristalline s’intrecciano in vere e proprie sculture degli spazi siderali. La kosmische musik è il punto di riferimento principale anche per le galattiche panoramiche di “The Second Dream” e per il magniloquente crescendo, con ridda di archi dissonanti e vertigini da kolossal fantascientifico, di “The Woods (Stuck)”, composizioni in cui la grandeur di Klaus Schulze e le fibrillazioni liriche dei Tangerine Dream vanno di pari passo.
La prima parte di “Work Hard (Grumpy”) è, invece, preda di un ruvido pulsare minimalistico la cui consistenza cresce fino a spegnersi rovinosamente, lasciando il campo a una sonata geometrica e, quindi, a una coda sospesa.

Alle radure pacificate di “Go Home, It’s Night Already” corrispondono quelle, più folk-oriented, di “Early Reflections” (un brano che ricorda alcune delle meditazioni del David Garland di “Verdancy”) ma anche i toni fiabeschi di “A Dinner And A Rabbit", laddove il sinfonismo tremante di “Leave” fa il paio con le tessiture classicheggianti di “Memories And Precognitions”, la cui scenografia è completata dalla registrazione delle memorie di un ultraottantenne.
All'inizio di “Watch The Birds Fly”, un sequencer sfreccia impazzito in mezzo a tonfi rumoristi. In seguito, si fanno innanzi field-recordings colti in una metropolitana, la cui umana fragranza è subito trasfigurata in una radura bucolica circondata da scie di sintetizzatori che aleggiano come ombre provenienti da dimensioni ultraterrene. Al cospetto di “Broken – A Street at 5am” sembra davvero di essere catapultati in una buia strada di periferia durante le prime ore del mattino: se ne “osservano” i dettagli con un microscopio, auscultandone quei suoni impossibili da cogliere a orecchio nudo, mentre un pianoforte rilascia le sue note come gelide esalazioni di morte.

Le ambientazioni al limite dell’horror psicologico di “Sleep Better Lost” e quelle sci-fi di “What’s That” completano un affresco imponente (quasi due ore di durata), intenso e visionario.

(05/01/2019)

  • Tracklist
  1. The Golden Homunculous 
  2. First Hour Of The Morning - The Machine Revs Up 
  3. Work Hard (Grumpy) 
  4. Watch The Birds Fly 
  5. Go Home, It's Night Already 
  6. The Second Dream 
  7. Broken - A Street At 5am 
  8. Leave 5:26
  9. Early Reflections 
  10. Memories And Precognitions 
  11. A Dinner And A Rabbit 
  12. The Woods (Stuck) 
  13. Sleep Better Lost 
  14. What's That
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