Natalie Prass

The Future And The Past

2018 (ATO Records) | sophisti pop, soul

Tre anni dopo l’omonimo esordio, apprezzato qui e là da gran parte della critica, la cantautrice della Virginia torna alla ribalta con un disco che tende fin da subito a mostrare nuove smanie compositive all’orizzonte, nuovi modi di intendersi che strizzano l’occhio a una formula pop più matura, a tratti sophisticated. Già, perché ascoltando la doppietta posta in apertura verrebbe da scomodare subito un improbabile amplesso tra Grace Jones, gli Chic e i meno noti Imagination. Mentre le chitarrine funky con basso caldissimo dell’introduttiva “Oh My” segnalano a "chiare lettere" la presenza dell'immancabile Matthew E. White in cabina di regia, al quale si aggiunge la fidata Fiona Bevan da supporto nella scrittura.

A sottolineare la nuova sterzata della Prass, sono soprattutto i testi politicamente schieratissimi, partoriti con estrema presa di posizione e coscienza dopo la vittoria di Trump; un risultato che secondo il suo giudizio ha seriamente messo in discussione molti traguardi sociali conquistati con fatica negli ultimi due lustri. Il nuovo corso amministrativo a stelle e strisce diventa così il bersaglio principale contro cui scagliare la propria amarezza.
“The Future And Past” si pone fin dal titolo come uno sguardo al futuro e al passato. Un’opera corposissima, tesa a mescolare puro candore soul al white funk più elaborato, in una gradevole ed elaborata sinapsi. Siamo dinanzi a modellazioni che mettono in luce l’abilità compositiva della Prass, finalmente libera da determinati costrutti chamber pop. Un distacco palesato nell'energica “Fire”, così come nelle suadenti articolazioni r’n’b della ballad “Hot For The Mountain”, alla quale partecipano ben nove voci femminili, chiamate a fungere da tappeto ad archi celesti posti in controluce nella seconda parte.

Catturano i passaggi in cui salta fuori la Prass che proprio non t’aspetti: matura, delicata, capace di estrarre dal cilindro bozzetti pop dal refrain conciso e ammaliante come l’essenziale “Lost”, e suggestioni corali con tanto di andamento prossimo al divino Ned Doheny - periodo “Hard Candy”/”Prone” - (“Sisters”). Certo, alcuni momenti tendono a evidenziare un portamento fin troppo stucchevole, vedi l’ingenua “Never Too Late” che fa il verso alla Candi Staton più laccata, la trascurabile nenia “Far From You”, e l’irrisolta “Nothing to Say”. Ma episodi affascinanti e piacevolmente ancorati allo sopracitata scia sophisti, come la conclusiva “Ain’t Nobody”, rimettono le cose a posto. 
In definitiva, “The Future And The Past” ci consegna una “nuova” Natalie Prass. Un lavoro per buona parte riuscito e spiazzante, con svariate soluzioni che lasciano ben sperare al prossimo appuntamento.

(05/07/2018)

  • Tracklist
  1. Oh My
  2. Short Court Style
  3. Interlude: Your Fire
  4. The Fire
  5. Hot for the Mountain
  6. Lost
  7. Sisters
  8. Never Too Late
  9. Ship Go Down
  10. Nothing to Say
  11. Far From You
  12. Ain’t Nobody


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