Oneohtrix Point Never

Age Of

2018 (Warp) | experimental, new age

Accostarsi a un disco di Lopatin è un po’ come sostare davanti a un dipinto surrealista, contemplarne l’essenza a seconda dell’umore del momento, e voltare lo sguardo immediatamente altrove, prima che la mente inizi a formulare le interpretazioni personali più strampalate. Già, perché Lopatin è uno di quelli che non accettano compromessi. Dunque, niente di più semplice: prendere o lasciare.

Al di là di questa sacrosanta premessa, per questo suo atteso ritorno il Nostro ha assestato il tiro folle dell’inafferrabile e clamorosamente alienato “Garden Of Delete”. Ci sono gli assi James Blake e Dominick Fernow. Il primo come co-produttore e session-man di tre brani, l’altro come vocalist assieme ai vari Anohni, Eli Keszler e Kelsey Lu. Una bella cricca di fidati compagni di merende a cui concedere qualche gettone e svariati giri sulla giostra. Un luna-park dalle ambientazioni senza tempo, a cui si affianca un focus personalissimo circa lo scorrere indefinito delle lancette, con l’assuefazione digitale a delineare l’oggetto della discussione, come ben espone il Mac in copertina, idolatrato alla stregua di una luce a cui sfuggire, o semplicemente un obelisco di un passato che per altri è invece ancora un presente da maledire. Deduzioni o più banalmente divagazioni che non troveranno mai una risposta concreta.

“Age Of” inscena comunque una dimensione “altra” alla maniera di un esploratore elettronico tra i più amati e discussi degli ultimi due lustri, e che ha ormai raggiunto un raggio d’azione potenzialmente illimitato, giustificabile da un percorso artistico, per quanto singolare, estremamente coerente e mai banale. Tuttavia, l’eccessiva verve da navigatore cazzuto postmoderno stavolta alimenta qui e là un vuoto che lascia interdetti; insomma, si resta spesso spiazzati, ma dal verso sbagliato.
La maggiore coesione tende a definire idealmente un climax in cui Lopatin si dimostra affascinato da un passato al contrario ben definibile, con la title track a introdurre l’opera, segnalando fin dal primo istante un’atmosfera rinascimentale che si intreccia in una serie di trame glitch, mentre la successiva “Babylon” si dimostra una vera e propria ballad a metà strada tra Badalamenti, Gabriel e catalogo NON. Una bella minestrina dal sapore esclusivo. L’auto-tune de “The Station” con tanto di cyber-folclore e stranianti esternazioni uscite fuori dalla penna di Shaun Trujillo diffonde a sua volta ulteriore compattezza.

Lopatin pone in circolo una visione delle cose postmoderna e tutta sua. Scava nel rapporto uomo-macchina, gigioneggia come un malandrino inanellando melodie medievali, della Firenze più lussureggiante, e inserendole passo dopo passo in micro-bozzetti elettronici che (“Myriad.Industries”) scorrono uno dietro l’altro, alimentando la sensazione di trovarsi dinanzi a uno spazio-tempo maledettamente indecifrabile. Che non sia una novità nei dischi a moniker Oneohtrix Point Never resta assodato, ma per l’occasione il musicista ha proiettato lo sguardo verso una fascinazione elettronica post-new age dannatamente vaga, finendo per incartarsi nelle sue stesse trovate sensazionalistiche da tirare fuori ad ogni costo (“Warning”).

Un eccesso di zelo concettuale che però entusiasma quando le cose assumono una missione ritmica in scia Raime (”We’ll Take It”, “Shame”). Bagliori industrial che risollevano gli umori, inizialmente avvolti in un limbo di fascinazioni estreme e il più delle volte prive di un qualsivoglia calore. Mentre le piroette in Hd e in slow motion di “RayCats” riallacciano Lopatin con le fughe mentali del passato, prima che tutto si esaurisca nel buio silenzioso e asettico di "Last Known Image Of A Song"; uno di quei momenti talmente sconnessi da suscitare nuovamente la domanda di partenza: prendere o lasciare? La risposta è, ora più che mai, a mezza via. Nulla per cui svenarsi, dopo tanti anni di provocazioni riuscite per la maggiore in toto.

(09/06/2018)

  • Tracklist
  1. Age Of
  2. Babylon
  3. Manifold
  4. The Station
  5. Toys 2
  6. Black Snow
  7. myriad.industries
  8. Warning
  9. We’ll Take It
  10. Same
  11. RayCats
  12. Still Stuff That Doesn’t Happen
  13. Last Known Image of a Song
  14.  
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