Orbital

Monsters Exist

2018 (ACP) | techno, idm

I fratelli Hartnoll sono giunti alla terza reunion della loro quasi trentennale carriera. L'apporto del duo di Sevenoaks alla musica elettronica, durante quella meravigliosa primavera britannica, è stato di uno spessore difficilmente quantificabile. In primis, perché gli Orbital hanno reso più fluida la componente techno di quella generazione, mettendo al centro gli arrangiamenti e la melodia, rispetto ai puri bpm; secondariamente, perché la loro qualità compositiva ha avuto pochi eguali in Uk, specialmente tra il 1989 e il 1996, anno di "In Sides".

Tuttavia, dai lontani esordi di "Chimes", la musica pop ha più volte rifiutato grandi "dottrine", preferendo un'interpolazione tra i generi mai così presente nelle epoche passate. Il ruolo della globalizzazione, in campo puramente musicale, è di certo uno dei fattori principali che ha portato alla sublimazione dell'era rave; quel periodo, infatti, rappresenta l'apogeo del nuovo edonismo occidentale e riflette, comprensibilmente, le ansie di una gioventù autodistruttiva, eppure pienamente dinamica. Tutto ciò oggi manca irrimediabilmente e "Monster Exist", nuova fatica degli Orbital, è lì a dimostrarlo.

Esempio cardine di questo nuovo lavoro è "Hoo Hoo Ha Ha", un brano così kitsch da risultare indigeribile, sia per le scelta dei suoni, sia per la costruzione melodica praticamente inesistente. Fanno meglio "The End Is Nigh", trance che sprofonda in un electro-pop in salsa M83, e il rock quasi industriale di "The Raid". E mentre la title track sgorga suoni glitch-pop, è nell'acid-house di "P.H.U.K" che gli Orbital tornano alle origini, incidendo quantomeno un brano festoso e scalcinato. Purtroppo, la mancanza di organicità e la fragilità del sound generale non motivano a riascoltare questo nuovo lavoro.
Potrà essere deprimente prendere atto che oggi la musica degli Orbital ha perso quel necessario filo conduttore che la collega al presente. Ma per chi non conoscesse la storia del duo, questa potrebbe essere l'occasione adatta per riprendere in mano i lavori di un passato oggi fin troppo lontano.

(24/10/2018)

  • Tracklist
  1. Monsters Exist
  2. Hoo Hoo Ha Ha
  3. The Raid
  4. P.H.U.K.
  5. Tiny Foldable Cities
  6. Buried Deep Within
  7. Vision OnE
  8. The End Is Nigh
  9. There Will Come a Time (featuring Professor Brian Cox)

 

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