Witxes

Orients

2018 (Consouling Sounds) | ambient/drone

Quelle di Witxes (Maxime Vavasseur) si possono definire opere astratte nel modo in cui sono stati chiamati astratti i prodotti del realismo pittorico: raffigurazioni, che estraggono e astraggono la bellezza dai soggetti raffigurati.
"Orients" somiglia alla rappresentazione di un flusso, come potrebbe essere quello di un fiume, del vento o del tempo, ma che invece di acqua, aria e attimi trasporta particelle soniche. Dal concetto di flusso, infatti, Wixtes ricava ed astrae gli aspetti a lui più congeniali, quelli applicabili a una materia già di per sé impalpabile e rarefatta come la musica elettronica: il moto costante, la capacità di trascinare o di dare l'impressione di essere trascinati e la possibilità di transitare lungo un percorso, anelando a qualcosa che si trova sempre al di là di esso.

Così, anche negli attimi in cui si ha una percezione di maggiore concretezza, in cui i suoni sono riconoscibili e riconducibili alla loro sorgente o circoscritti nel ristretto perimetro di una pulsazione, "Orients" è continuamente attraversato da un'energica corrente di droni, che dilata lo spazio e tenta di minare la possibilità degli altri elementi sonori di qualificarsi come corpi autonomi, non assorbibili ed equalizzabili all'interno del flusso.
In "Distractions" la corrente assume la forma specifica di un flusso di cluster, dal cui marasma emerge, velata, la voce ruggente di una chitarra e delicate note di tastiera. Sul finale si verifica un passaggio dall'incorporeo al corporeo: ci ritroviamo in un'area in cui i suoni riacquisiscono i loro contorni netti e lo spazio si riempie di percussioni tribali.

Con "Rogues" il concetto di spazializzazione sonora entra in modo più completo all'interno dell'album: Witxes dona tridimensionalità al proprio flusso, facendo sì che le particelle di suono non scorrano più banalmente lungo una linea orizzontale, riuscendo a creare, tramite l'aumento e la diminuzione del volume, un lieve scarto tra sfondo e primo piano. Nel brano il musicista inizia inoltre a servirsi di suoni residuali (i glitch), al punto da far sembrare la sua corrente sonica assillata da continue interferenze nel segnale audio.

"Incarnations", infine, è forse il brano più complesso e imperscrutabile del disco. Il flusso che percorre quasi ogni traccia di "Orients" viene qui frammentato e pluralizzato in micro-particelle ritmiche irregolari e leggermente sincopate: viene meno l'univocità, gli elementi del brano appaiono e scompaiono senza che li si possa unificare e ordinare all'interno di un sistema. Witxes compone con i suoni, presenti per lo più sotto forma di pulsazione, e con la loro assenza: il suono compare per poi venire rapidamente interrotto e il fuggevole attimo di silenzio che ne consegue è una presenza quasi materica, udibile e identificabile all'interno dell'opera.

(07/06/2018)

  • Tracklist
  1. Distractions
  2. Destructions
  3. Rogues
  4. Neoruines
  5. Disruptions
  6. Interventions
  7. Incarnations
  8. Clairvoyants
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